Mi sveglio con uno squillo che arriva al cellulare, sono sotterrata sotto una coperta, sono a pancia in giù, il viso è verso il muro, il mio braccio destro emerge, esce dal raggio caldo e subito di copre di brividi, sento che arrivato il freddo dallo sbalzo che provo.
Prendo il telefono, e con l'occhio sinitro strizzato e l'altro aperto, e senza occhiali cerco di decifrare chi a quell'ora mi ha catapultato nel mondo reale: Anna. Mi rigiro nel letto sapendola che aspetta accanto al telefono di casa che io la richiami, mi concentro e decido che devo alzarmi fare 4 passi fuori dalla camera e prendere la cornetta del telefono a muro, e tirare il filo attorcigliato fino al mio letto.
Digito il suo numero, e mi rifilo sotto le coperte, gracchio un buon giorno, stirandomi e producendo dei preoccupanti scricchiolii con il collo e le spalle... lei, perspicace, si rende conto che io sono in fase risveglio forzato. Parliamo, attacco con lei, fisso il soffitto, poi la scrivania ed infine la luce grigia che filtra dalla tenda...
Ho freddo, anche se ho programmato un paio d'ore di riscaldamento, l'inverno bussa alla mia finestra, c'è nebbia, il tetto è umido, piccole e fastidiose goccioline mi rammentano la serata passata a colpi di torta al cioccolato, camomilla, e Tv spazzatura.
Infilo una maglia di lana pesante, e mentre bevo il caffè scosto la tenda dalla finestra della cucina e la vedo, lei è come me alla finestra. Lei mi saluta tutte le volte che i nostri sguardi si incrociano, non so se è sola, ma non la vedo mai a far la spesa qui attorno, o che rientra in casa dopo una passeggiata.
Lei si appoggia al vetro, con la sua maglia chiara, a volte indossa una camicia da notte e una vestaglia, i suoi capelli sembrano una piccola nuvola che gli incornicia il viso dolce, ma rugoso. Non saprei dirvi quanti anni abbia, forse 7o, 75 o 80... mi sorride, alza la mano sul vetro e mi fa ciao ciao, ed io le rispondo. Mi fissa, e mi fa una tenerezza immensa, vorrei parlarle, per chiederle se è sola, se ha un marito, dei figli o magari dei nipoti. Vorrei chiederle se posso attraversare la strada, entrare nel suo palazzo arrivare al quinto piano e tenerle compagnia, parlarle e magari ridere insieme.
L'altro giorno mentre facevo la torta al cioccolato lei era lì, e per un attimo non ho aperto la finestra per renderla partecipe... D'estate, quando fa troppo caldo per studiare nelle camere troppo torride, studio sul tavolo della cucina con le finestre aperte e lei mi chiama, mi saluta, si interessa a quel che studio... mi prende la malinconia, vorrei davvero stabilire un contatto con lei, forse per ritrovare il calore di una persona che ho perso tempo fa...
Dolcemente Elle...