01/12/2005
stanchezza
Lo stomaco stamattina mordeva, mi faceva male, forse è stato il freddo, eppure mi sono ben nascosta in una calda maglia di lana ieri...
Alle 7 la sveglia mi richiama dal mondo di Orfeo, mi ricorda gentilmente che ho due fantastiche ore di lezione, ed il freddo si beffa di me, piove ancora da ieri sera...
Per strada fisso la punta delle mie scarpe, mentre si bagnano nelle pozzanghere di acqua sporca, le foglie formano un piccolo collage colorato... cammino sotto ai portici, l'aria è troppo fredda, tutti corrono, sono le 8.30, io corro di più visto che sono come al solito in ritardo...
Io ed il mio ombrellino blu arriviamo a lezione, ho il fiatone dopo 4 piani di scale, ho rischiato che le saracinesche si chiudessero un paio di volte alla lettura di Eco in francese - di una pesantezza estrema - ma alla fine ho vinto su tutto, sono rimasta sveglia anche se non arzilla...
La notte si avvicina ed io ho un paio di letture ancora da fare, il vocabolario è aperto, le penne sono sparse sulla scrivania, l'Ipod è carico, ma la voglia di studiare dove diamine è, la cerco sotto al letto ma non la trovo, nell'armadio nemmeno, forse deve essere uscita un attimo sui tetti poco fa e quando ho chiuso la finestra è rimasta chiusa fuori...
quasi quasi la lascio fuori mi metto su un cd, accendo la lampada anni'70 e buonanotte...
Dolcemente Elle
01/12/2005
Lei mi sussura
E' autunno e piove, fa freddo...
Ticchetta sul mio vetro, ticchetta sulla pensilina, ticchetta sull'asfalto... vorrei dormire ma non ho sonno, un poema del 1500 mi dice quanto la Francia sia una madre afflitta, ed io lo fisso, fisso i versi, e fisso le relazioni in francese che non sono ancora pronte, fisso la penna, annuso l'odore dell'inchiostro della pagina appena scritta, e con le dita faccio una cosa che mi rilassa da morire: giro il foglio su cui ho scritto, calcando forse un pò troppo, e con i polpastrelli ripercorro le parole scritte, è una cosa che mi piace da matti...
Ticchetta la pioggia, ticchetta l'orologio, ticchetta il mio cuore, scandisce i battiti, scandisce i giorni, scandice i minuti ed i secondi...
L'ansia mi mette una mano sulla spalla, si avvicina all'orecchio e mi sussura: "Eleonora sai quanto manca a Natale?"... ed io la fisso, lei mi fissa ridendo sussurra ancora "Troppo poco, davvero troppo poco"... l'ansia mi conosce bene, sa tutti i miei punti deboli, sa dove è facile che io inciampi, e lei non ha remore, lei non si fa scrupoli...
Mi giro, la fisso, vorrei dirle che il tempo che rimane io lo sfrutterò al meglio, come mai ho imparato a fare nella mia vita...
Urla "24 giorni... Eleonora... solo 24"...
Ho fatto spallucce, le ho detto di star zitta, di chiudere il becco, di portarsi via pure il gatto nero, che in 3 in camera mia si sta stretti, che oltretutto ho salito un'altra scatola con le cose invernali quindi...
Se la ride, mi guarda, stringe al petto il gatto nero, entrambi mi fissano, io li sfido e reggo lo sguardo...e di spalle sussurra ancora...
24 giorni...
La pioggia ticchetta ancora, guardo il calendario, conto i giorni, quelli fino a Natale, e quelli un pò prima.... tocco il foglio con le mie parole impresse e torno alla mia France mère affligèe...
Ticchettosamente per voi Elle!