08/10/2005
Un'amica... Claudia

Eravamo stretti ieri sera, eravamo in tredici alla cena, il vino bianco era nei bicchieri, e sui piatti dei piccoli post-it indicavano ad ognuno degli invitati il proprio posto...
Hai comprato il pesce, ed il tuo amico cuoco ha pensato a preparare l'antipasto, il primo ed uno squisito secondo... e il vino scende, ed io spero che mi renda un pò tonta ed inconsapevole, che mi distragga, che mi annebbi la mente, quella mente che mi ricorda, ogni volta che ti guardo, che domani partirai, andrai via da Bologna... Abbiamo parlato, abbiamo scherzato, mi sono assentata diverse volte, ed ho pensato a come cambieranno le nostre vite, le nostre abitudini... ancora un brindisi, i bicchieri si alzano, ma non schioccano perchè son di plastica, ma il mio cuore schiocca ed io con il vino ingoio anche le mie lacrime...
Ma quanto è ingiusto, da un giorno all'altro la vita si capovolge e di tutto quello che hai avuto fino a ieri ne rimane solo qualche stralcio, un pc pieno di foto, i biglietti di auguri dei Natali, e la lettera lillà e rosa che mi ha dato ieri sera... l'ho letta prima di andare a dormire, alle 3.30 di notte stretta nelle coperte, le lacrime non smettevano di cadere, e lo stesso faceva fuori dalla finestra la pioggia, incessante è caduta per tutta la notte...
Abbiamo fatto foto, abbiamo mangiato la baguette con la nutella, ci guardavamo, ma al tavolo con noi si era seduta la tristezza, la stessa che ci si è avvicinata nel momento dei saluti, la stessa che ti ha stretto e che ti ha fatto sciogliere in un pianto lungo e sofferto, Anna ti abbracciava, ed io mi trattenevo... è stato quando ho infilato la giacca e mi hai abbracciato dicendomi che non ce la facevi che ho iniziato con un lento sibilo, non mi importava che ci fosse gente che non mi conosce, io ero lì per te e per nessun altro...
Questa mattina mi sono svegliata presto, sono uscita con Anna per comprarti un regalo, pioveva, Bologna era deserta, era un'altra città, ancora parzialmente addormentata, i negozi ancora chiusi, ho camminato svelta sotto i portici, mi sono inzuppata, ma dovevamo arrivare a casa tua prima che la tua macchina fosse carica del tutto, siamo arrivate con la nostra busta, sei scesa stretta nella tua giacca con il tuo cane al seguito, ci hai abbracciate, ci siamo salutate facendo sì che i nostri sguardi gonfi di lacrime non si incontrassero, un gesto con la mano, poi le spalle, ed i miei occhi fissi sul pavimento, piangevo, piangevo quando ho svoltato l'angolo, piangevo in Strada Maggiore, tiravo su con il naso, non sono riuscita a dire una sola parola, e l'unica che ho detto si è spezzata in gola, rimanendo lì del tutto soffocata...
La nostra vita assomiglia sempre più a quelle palle di vetro con l'acqua all'interno, tutto è agitato, la tempesta è in atto, mi sento scombussolata, un pò senz'aria, un pò rimambita... alla fine penso che sopravviverò, che ci vedremo, che ci vorremo sempre più bene, è solo che è così difficile, il nodo si stringe in gola, ed io vorrei solo stringerti la mano, ancora per una volta...
Indissolubilmente per Claudia... Elle!