04/10/2005
Cambi di stagione & profumi di altri tempi
Alla fine lui ha bussato alle nostre porte, è forse presto, è forse tardi, è forse l'ora giusta...? Non lo so, so solo che fa freddo, che ancora nei miei cassetti pile di magliette dai colori sgargianti e dalle maniche corte occhieggiano e mi fanno ciao ciao ogni volta che ne apro uno... Nell'armadio in sala scatole di cartone ed altri cassetti mi sussurrano che tutti quei caldi maglioni di lana, dovrebbero sortire, fare unidici gradini, entrare nella mia camera e cercare bene o male una sistemazione... Unico, piccolo ed insignificante particolare, che non siamo nel cartone animato della Disney "Fantasia", dove Topolino faceva muovere le scope ed i secchi, ecco io vorrei essere un pò come lui oggi, intimare, con una bacchetta magica, ai miei vestiti a muoversi, animarsi e sistemarsi fino al nuovo cambio di stagione...
Rimetto i piedi per terra, apro gli occhi e la mia casa come tutte le mattine è vuota, il mio vicino, duro d'orecchie, ascolta Lucio Dalla a volumi impressionanti e penso che non gli passerà mai questo brutto vizio di disturbare i vicini... ieri sera, ad esempio, ha strimpellato con la chitarra e cantato, stonando, tutto l'LP degli U2, alcune canzoni del divino Battisti, ho dovuto chiudere 2 porte... insopportabile, da sopprimere..
Oggi a Bologna è festa, è San Petronio, e chissà se i Bolognesi si ritrovano nelle case, o nei ristoranti a mangiare le cose caratteristiche, come si fa nella mia città il giorno del patrono... Mi vengono in mente giornate nella casa di montagna del mio nonno, il 5 agosto giorno di S. Emidio, un giardino, qualche parente e qualche amico, i tavoli sotto al portico in pietra bianca, odore di rose, odore di pino e pigne tra l'erba, farfalle e lucetole al sole, un'amaca e dei cuscini, un dondolo... abbracci e risate...
Il pollo arrosto nel forno, i peperoni e la carne sulla brace, mia zia china sul fuoco, anche se fa caldo, la pasta sfoglia fatta in casa stesa sui teli di cotone ad asciugare, la preparazione del timballo - lasagne - il sugo di carne che borbotta nella pentola, teglie grandi ad accogliere il frutto del lavoro di un'intera mattinata... tovaglie bianche con piccoli ricami fatti a mano... io gioco sulle scale, Pulce è con me, ma ha paura degli insetti... nonno ci guarda e ride, i suoi occhi azzurro verde che non scorderò mai.. come non scorderò mai tutte quelle volte che avvicinavo il naso al piatto per riempirmi di quegli odori che sapevo avrei sempre e solo trovato lì e in nessun altro posto... lui mi sgridava dicendomi che "non è educazione annusare i piatti!!", ed io che cercavo di assecondarlo, ma ero lì che ugualmente inspiravo, ridendomela sotto i baffi... Profumi andati e mai tornati, ma che si legano e che si stringono della mia mente, donandomi un piccolo sorriso ora sulle mie labbra, ed in questa casa fredda adesso rivivo il calore dell'estati di quando ero bambina....
Dolcemente Elle!