29/05/2005
Sillabiamo insieme: re-fri-ge-ria-mo-ci!
Quando quest'inverno si battevano i dentini agognavamo il caldo, le belle giornate ed il sole; io stessa spesso, rientrando in casa dopo una giornata gelida, dicevo con gli occhi rivolti verso il cielo in segno di preghiera: "Quando, ma quando dianime arriva il caldo?!" E così carezzavo l'idea di distendermi sotto i raggi di un sole splendente all'ombra di una palma San Benedettese, la Miami delle Marche come l'ha soprannominata ieri Bandini... Miami o non Miami, oggi è proprio lì che vorrei essere!
Allungare le mie stanche membra sul lettino bianco e giallo, respirare un pò di brezza marina e giovare dello iodio che mi aiuterebbe di sicuro a sentire di nuovo gli odori che circolano nell'aria, che adesso sono decisamente intontiti da una forte e quanto mai accanita allergia!
L'accarezzo questa immagine, la bramo fino a tal punto che mi verrebbe di far una pazzia il prossimo fine settimana, saltare quindi sul primo eurostar e direttamente fino a casa... Ma come in tutte le cose che gestisco io c'è sempre un pesante ma, e quindi, prima del 10 non posso permettermi nulla, al massimo qualche uscita e qualche birra in qualche pub, ma qui nella torrida e umidiccia Bologna!
Mi viene da impazzire... non solo devo gestire la mia tesi, ma anche un deciso quanto disumano ed ostinato senso di solitudine, l'uomo è un animale sociale -non lo diceva anche il buon vecchio Hobbes?- e come tale odio star da sola; poi va sempre a finire che mi faccio rapire dalle mie settemila paranoie, dando seguito ad impulsi/idee per sopperire a tal sofferenza... ahhh che duro destino è il mio... imperterrito e crudele, mi mette alla prova sempre e costantemente, elargendomi spesso tristezza e momenti bui...
Per una volta vorrei che le nuvole nere abbandonassero la mia mente e che al loro posto un azzurro cielo mi facesse respirare la tranquillità e l'amore di cui sento di aver bisogno... quello per me stessa!
Speranzosamente sempre più... Elle!
29/05/2005
E' tardi, è tardi... è davvero tardi!
La mia notte insonne crea un'immagine di me semi-spettrale, sembro uscita da un cartone animato horror! Una coda stretta ed alta stringe la massa dei miei capelli, che sciolti mi danno troppo, decisamente fastidio! un vestitino rosa corto cerca con tutte le sue forze di farmi star bene, ma io ho caldo, troppo caldo...
Ieri sera sono entrata nello stanzino sotto al tetto e boccheggiante sono riuscita a ritrovare il ventilatore a piantana che adesso fa di me una piccola Marilyn con il getto di aria veloce sul volto, spostando i fogli dell'introduzione che stazionano da questa notte orfani dell'ispirazione! Alle 2 stanotte non riuscendo più a scrivere nulla, dopo qualche bicchiere di troppo di birra e complice una serata in solitudine mi sono distesa sul letto, spalancato la finestra della mia camera e nel buio della notte ho sperato che un pò di frescura venisse lì a farmi compagnia... ma così non è stato, ho lottato con una feroce allergia, e con le lenzuola, ho litigato con il pigiama che ancora mi ostino a mettere... è finito in terra, insieme ai libri, ai giornali e ai fogli della tesi... ma non sono riuscita a chiudere occhio, e così per tutta la notte mi sono ritrovata a fissare il soffitto, lo stereo, e la luna che da fuori illuminava tutto.. ed io mi sono ritrovata a pensare alla bella giornata passata con i ragazzi degli altri blog... devo essermi addormentata con il sorriso!
Stamattina il mio cellulare ha avuto un piccolo sussulto alle 10, il display mi ha informato che Anny mi cercava... nella fattanza del mio sonno, di poco più di due ore, sono scesa dal letto, e ho preso la cornetta del telefono a parete fuori della mia camera, ho composto il suo numero di casa... ho sentito dalla sua voce che piangeva e che tirava su con il naso... e piano mi dice:
A: "Oh Ele che fai dormi ancora?"
E: "Si nottataccia, stavo dormendo!"
A: "Stesa sul letto?"
E: "No, ho appena imparato a dormire accanto al telefono in piedi come i cavalli! Che hai fatto!"
A: "Mi sento un pò giù"... ed io che sono un noto cuor-di-panna... anche se il letto mi chiamava e mi tirava per il lembo della canotta... ho detto...
E: "Sali su che parliamo!"
Abbiamo parlato, ho bevuto un caffè nero che mi ha riportata alla realtà... al mio dovere al tempo poco che mi è rimasto e che stringo tra queste mani... mi sento stanca, sarà sto caldo che fiacca... ma devo sbrigarmi... non ho tempo, è tardi, è tardi... è davvero tardi!... ma il tempo per me stessa quando???
Frettolosamente e sempre più di corsa Elle!