11/05/2005
L'amore una pantomima?

"Eros ha nella sua faretra un'unica freccia per il cuore umano; e un destino comune non diventa eccezionale per il fatto di essere colpiti personalmente" Sachs
Oggi mentre cercavo invano del materiale per la tesi, mi sono imbattuta su un argomento che ha dello spinoso... non è politica, no non è il referendum, no non è la morte... dai fuochino... amore & dintorni... Appena l'ho letto il mio cervello a caldo ha pensato come si possano scrivere queste cose... poi rileggendolo più attentamente mi sono iniziata a porre i miei soliti 1400 interrogativi e alla fine mi viene da chiedermi e da chiedervi... ma l'amore voi lo legate al bisogno?
Argomento spinoso lo so, ma è giusto parlare di pantomima dei sentimenti... quando si dicono parole come promesse di dedizione, di tenerezza e di sacrificio? E' mai possibile che ogni santo giorno dobbiamo quantizzare qualsiasi cosa? Quanto siamo veri, quanto lo siano gli altri, quanto freghiamo e quanto ci tolgono, quanto guadagnamo e quanto guadagnano... Ma alla fine i nostri sentimenti e le nostre relazioni amorose sono delle addizioni e sottrazioni? Ed il nostro cuore soprattutto sta diventando sempre più come una piccola calcolatrice?
Alla fine è giusto affermare che nei rapporti si tenti sempre di promuovere un'immagine di sé al di sopra degli schemi formali, ma alla fine nella sostanza il compagno/a non sono altro che un pò oggetto a cui promettere di dare quello che, invece, stiamo chiedendo? Alla fine è come se ci stessero dicendo che noi proiettiamo noi stessi sull'altro vedendo solo ed esclusivamente quelli che sono i nostri bisogni... è quindi per questo motivo che si arriva ad un punto in cui nella coppia non ci si parla più, non si si ascolta più, non ci si tocca più? O c'è altr0? Ma se fosse davvero così, perchè l'altro alla fine non risponde, e se cerca di farlo noi come reagiamo...? Ed ancora le risposte noi vorremmo trovarle in noi stessi e allora perchè ce la prendiamo con chi ci sta davanti?
Esercitiamo sull'altro il diritto a vomitare le proprie manie, le proprie insicurezze, le paure e le fobie irrisolte, l'amore viene usato come anestetico, come filo chirurgico per suturare ferite per le quali non si è trovato rimedio più efficace... ma alla fine questo è vero? L'altro può essere paragonato ad un raccoglitore dove noi riversiamo tutte le nostre magagne...? Ed è vero che l'amore guarisce e disinfetta ferite...? E per quelle ferite causate dall'amore, che nei nostri cuori non si rimargineranno mai, per quegli squarci che sempre tali rimarranno lì, sanguinanti e brucianti, a ricordarci quella persona, il non detto ed il non fatto... cosa davvero ci curerà... amore su amore? E gli scheletri che ci fanno cucù dall'armadio tutte le mattine, quelli dei vecchi noi, dei vecchi loro, quelli che non saremo più, quelli che non troveremo mai più... E' giusto investire un sentimento ballerino come l'amore del ruolo di magico curatore dei nostri animi... e se quel filo non fosse poi così magico, sulla ferita aperta cosa ci potremmo mettere?
L'amore non è opportunità, l'amore non è bisogno, l'amore non è uno specchio che riflette un'immagine di noi perfetta... I miei occhi si sono fermati su questa frase "Chi sceglie il rapporto di coppia solo per amore e dove nient'altro accomuna ha bisogno di munirsi di fermezza per poter uscire dal gioco quando crolla la base su cui è edificato".... perchè si parla di insincerità iniziale, perchè per forza bisogna legare i nostri rapporti al puro bisogno di avere accanto qualcuno che ci stringa, che ci guardi, che sia fiero di noi, che ci rimandi un'immagine di noi stessi che ci renda felici, perchè dobbiamo vivere costantemente attaccati ad un ideale di compagno-specchio-rimando delle nostre capacità, perchè lo facciamo diventare il nostro sostegno, la nostra stampella per camminare meglio... perchè dobbiamo essere sempre così insicuri e dare all'altro quel poco che di fermo abbiamo?
Le ultime drastiche parole che ho letto sono state queste: "Dietro la vita a due non c'è nulla. E', tuttavia, questo nulla che alimenta quella curiosità inestinguibile che fa di noi degli instancabili cercatori d'amore, dimentichi che ogni evento amoroso è qualcosa che ci trascende, su cui nulla noi possiamo decidere. La gelosia, la tristezza, la passione, la fedeltà o l'infedeltà sono puro schiamazzo attorno a qualcosa che non dipende da noi, ma dal cielo che ha reso la nostra anima incendiabile"...
E' qui che sta l'errore, io penso invece che noi percepiamo, ascoltiamo, capiamo, vediamo... l'altro e noi stessi... non c'è un destino o un fato avversi, spesso capiamo quando è il momento giusto per morderci la lingua ma non lo facciamo, spesso ci muoviamo quando dovremmo star solo fermi... noi avvertiamo... è solo la paura di lasciar qualcosa intentato che ci fa far calcoli, e supposizioni... chiamando l'amore a risolvere bisogni, e che invece solo sedando un pò della nostra insicurezza e paura riusciremmo a veder risolti!
Amorevolissimevolmente: Elle!
11/05/2005
Io, una maledetta....!
"Lei è Eleonora vero?.... Allora abbiamo detto per Novembre? No?"
"Emmm prof io avrei una certa fretta di laurearmi a luglio, a settembre dovrei iniziare la specialistica e non vorrei avere troppe cose sul fuoco"
Ha poggiato i suoi occhi da psicologa sulla sua agendina e ha scritto il mio nome accanto a quello di altri 5 ragazzi, con la sua erre moscia mi ha detto:
"E' il caso che si metta molto sotto, si rende conto che ha solo un mese scarso?"
sono morta in quel momento.... devo improrogabilmente consegnare il mio trattato il 10 giugno e lei la deve leggere un pò prima... insomma sono nella cacchissima...
In pura paranoia me ne sono tornata a casa, con un mal di testa allucinante, ed ho passato il pomeriggio a studiare come una pazza!
adesso come non mai mi rendo conto di aver perso un pò di tempo con il cazzeggio maledetta me!
Maledettissimamente Elle!