09/04/2005
Tagliare un cordone ombelicale ... marcio!
In un mondo dove c'è troppa fretta, e troppa foga di volere tutto e subito... mi chiedo:
"Ma c'è ancora un pò di tempo per ascoltare noi stessi... e decidere di far uscire il coraggio per recidere un cordone ombelicale, ormai marcio, che ci lega al dolore...o meglio alla dipendenza dal dolore, quello scquisito dolore di volere qualcuno inaccessibile...?"
A volte penso che l'indolenza e la pigrizia ci sovrastino e ci spingano così tanto in basso, da non permetterci di uscire allo scoperto... di capire cosa realmente ci farebbe star bene... alle altre penso che decidiamo di rimanere in delle situazioni di comodo, perchè è faticoso mettersi in discussione.. perchè fa male grattare la superficie del cuore... Rimanere così, trovarsi con un inarrivabile desiderio d'amore tra le mani ci distrugge, ci succhia... ci spegne... diventiamo ciechi e sordi alle nostre esigenze... quali sentimenti ci animano... pietà per l'altro? pietà per se stessi? tristezza ed illusione di star bene così... che se oggi non va bene, magari domani...chissà! I bocconi amari non saziano, o meglio ne danno solo l'illusione... è un dolce allo stesso tempo amaro, che ci strappa un sorriso, che è più una smorfia di dolore, che pura gioia...
La paura di restar soli... ci fa camminare a braccetto con amori-illusioni, un palliativo per il cuore, che stufo prima o poi si ribellerà... all'indolenza delle mezze cose, del non detto e del non fatto... Plasmare l'altro in base ai nostri più egoisti bisogni... non significa nè amare, nè tanto meno volersi davvero bene... Sono entrata in contatto con tale realtà... l'ho trovata nelle parole di un blog... e nella telefonata con un'amica poco fà... persone che aspettano sempre più che una svolta arrivi nella loro vita... qualcosa che scacci quel chiodo dalla mente... che sia un'altra persona, che sia una partenza per un posto lontano... E' come se si percepisse la vita come un pannello zeppo di una miriade di interruttori, click-acceso...click-spento, soffro e poi non soffro più, ci sei e sto bene, non ci sei e non sto bene più... Ma è giusto creare un cordone ombelicale dove passa un nutrimento che vitale non è? Il cordone ce lo han tagliato tempo fà... non se ne crea un altro al di fuori di noi stessi, salvo casi di gravidanza... Tra due persone che stanno su di uno stesso livello non deve esserci un cordone che crea un legame non sano... ciò che passa al suo interno è come una droga, crea dipendenza, annulla noi stessi... ci rende obnubilati, non ci permette di vedere chiaramente quello che dovremmo fare realmente... ascoltarci, coccolarci, capirci... ed invece va sempre a finire che l'unica cosa che non abbiamo riesce sempre a rovinarci quello che abbiamo... noi stessi... Apriamo i nostri occhi, non nascondiamoci più dietro ad un dito... grattiamo la superficie del cuore... prendiamo una forbice e diamo un taglio netto al cordone ombelicale alla dipendenza dal dolore... alla dipendenza da qualcun altro... alla dipendenza dal non voler restar soli... perchè tale legame ci dona solo l'illusione di star bene con noi stessi!
Indipendentemente sempre Elle!