06/03/2005
Per un cuore trafitto consapevolmente...
Uno strano gioco di rimandi... due persone divise da una rete ed una palla a forma di cuore che rimbalsa di qua e di là... prima in una metà e poi nell'altra...
Un cuore che batte, o meglio batteva…
Un cuore gonfio e palpitante, integro e forte… ma troppo sordo…
Un cuore cieco, come quello di chi è troppo innamorato…
Un cuore testardo, come quello di chi sceglie di amare una persona sbagliata…
Un cuore ferito che non ha voluto prevenire il dolore…
Un cuore questo il tuo…
Hai giocato una partita che sapevi fin dal principio di perdere, non tutti giocano a carte scoperte, ma spesso si bara per fregare e per averla vinta... Sapevi, amica mia, che le sue non erano intenzioni pulite... il suo è stato un gioco fatto di sotterfugi, di cose non dette e calibrate con astuzia. Tu sei entrata in questa partita e la palla a forma di cuore che ha balzato per troppo tempo, di qua e di là, era solo la tua... lui la sua non l'ha mai presa dalla tasca... sai, mettere una mano in una tasca dove vi è un riccio, non è poi così piacevole... Sì hai capito bene un riccio... una palla a forma di cuore, ma somigliante ad un riccio, con i suoi aculei... chiuso e ripiegato su se stesso... Ha giocato questa partita muovendosi poco, sudando ancor di meno... e tu, invece, hai perso non solo il fiato, che dietro a lui si è fatto affannoso, ma anche la voglia di credere in te... la voglia di mettere la costanza in un vero rapporto... ed hai pensato che la strada apparentemente più spianata fosse quella più facile da percorrere... ma era davvero così?
Hai pensato che è giusto volere e pretendere tutto e subito... hai pensato che tu non sei capace di decidere da sola chi e cosa è giusto per te... hai deciso che ascoltare i consigli degli altri sia più azzeccato di ascoltare se stessi... mai errore più grande...
Ed hai continuato questa partita con lui, che già impegnato, si è messo fisicamente in quel campo per giocare sì, ma con te... Lui parla di rispetto... per chi, per te? per l'altra? No, per se stesso...
Ti vedo che sei lì che arranchi, sporca della terra rossiccia del campo, con un fiatone che non ti lascia respirare, annaspi e respiri male, vorresti bere, sperando che quell'acqua lavi via un pò del tuo dolore. Per prendere quella bottiglia, però, devi abbandonare quel campo... perchè il tuo cuore a furia di rimbalzare di qua e di là si è lacerato. Questa notte hai deciso di abbandonare tutto, di uscire dal campo... ma è anche lui che deve uscire dal tuo cuore e dalla tua vita... Afferra quella acqua e bevi, lavati, rinasci... credi in te, amati per quello che sei... fatti conoscere, e non coprirti di una terra che non ti rende giustizia, apri i tuoi orizzonti, non aver fretta di trovare la persona per te in ogni posto dove vai...
Vedi, sei uscita dal campo, c'è una mano che ti porge una bottiglia... è una mano di chi ha assistito a tutto, di chi ti è stato vicino senza giudicarti, di chi ti ha osteggiato in questa cosa sì, ma perchè ti vuole bene... una mano piccola, che carezza la tua testa ed una voce che ti sussurra: "passerà".
Amorevolmente, anche se un pò grillo parlante non ascoltata, Elle!
06/03/2005
Detto e fatto: Klito!
L'avevo detto che l'avrei comprato, che la mia curiosità scimmiesca avrebbe preso il sopravvento e che quindi sarei entrata alla Feltrinelli sicura di quello che volevo comprare. E così ho fatto, ho preso quel testo tra le mani, per la solita e routinaria ispezione delle prime pagine - piccole manie niente di più - una copertina rosa fuksia con un cuore rossiccio ed il suo nome in neretto... Ho continuato il mio giro per la libreria segnandomi sulla mia agenda altri titoli. Alle 13 poco prima che la libreria chiudesse per la pausa pranzo, ho tirato fuori dal portafoglio la mia carta cliente ed ho messo sul bancone il mio acquisto e quello della Pulce... la tipa della cassa, passando la mia scelta sotto la macchinetta, mi ha guardata con un'aria di sufficienza... pensando sicuramente a me come un prodotto della televisione... una sciocca ragazza 26enne infeltrita di tv e cazzate fino al midollo... Io ho notato in lei questo atteggiamento, ma più di me... la mia fedele Pulce. Uscita, passeggiando sotto le volte dell'Archiginnasio, mi sono messa a pensare... al vero motivo per cui il mio interesse si sia focalizzato su questo libro... la curiosità, che spesso mi ha spinto verso autori che ho continuato poi a leggere fedelmente... ma Carlotti, come lo spiego? Cronache Marziane mi ha dato l'input... il suo, uno sguardo non malvagio, quasi attraente, e quelle 2 parole stentate che è riuscito a dire, perchè l'hanno attaccato, mi hanno fatto decidere di comprare il suo scritto, di leggerlo in modo critico - come si fa bene o male con tutti i testi - per poi farmene un giudizio... aldilà delle chiacchiere sulla trovata pubblicitaria e del "caso letterario".
Un giro sul suo blog, mi ha fatto rendere conto, di quanto spesso ci si affidi ad una visione filtrata dai media, ho visto insulti, si parla di misoginia, di maschilismo... mmm che paroloni... persone inviperite, donne verdi di rabbia... Sinceramente non so se ci diventerò anche io dopo averlo letto e se tal colorito sarà dovuto alle sue parole o dal fatto di aver speso 12,50 euro...ma una cosa è certa, lui parla di un tipo di donna che purtroppo c'è... adesso devo solo appurare se faccia o meno "di tutta l'erba un fascio"... oppure se si è soltanto limitato a dare un'istantanea della nostra società e della donna in questa... se fosse così, mi troverei davvero d'accordo con lui... Rimando qualsiasi commento alla fine della mia lettura....
PS: La Pulce avrebbe voluto dire, in confidenza, alla cassiera della Feltrinelli, che mica lo sapeva che la sottoscritta acquistava il libro, perchè con lo scrittore si era instaurata una corrispondenza - pensi le ha pure scritto un commento sul blog! io ridimensiono il tutto... ma non escludo che, colta da raptus lo contatterei di nuovo!
Confidentemente, ma con occhio critico Elle!