25/12/2004

La tradizione.... mah!

Sono duramente provata da queste due giornate natalizie… a parte il freddo cane e la spruzzata di neve che imbianca le montagne vicine alla mia città, queste vacanze sono abbastanza deleterie per il fegato e per i miei nervi abituati a vivere da soli.

Iniziando con ieri, dopo essere stata dolcemente cacciata dal bagno da mio padre ho dovuto fare le pose plastiche per darmi una truccata e rendermi così decente, i capelli non ne volevano sapere mezza di asciugarsi come dicevo io, dal parrucchiere non ci sono voluta andare perché odio il casino e gli sghignazzi concitati di donne sessantenni sotto questi giorni, e così ho fatto da sola. Al momento di scegliere cosa mettermi ero davanti all’armadio con lo sguardo perso nel vuoto, quando è piombato mio padre in camera e mi ha bocciato subito qualche idea, insistendo per una gonna a pieghe nera, per una volta ho seguito il suo consiglio, mi sono vestita e mentre mi truccavo lui gironzolava per le camere, è ritornato dove ero io e con sguardo dubbioso mi fa: “Io non ti capisco, perché prima ti sei vestita e poi ti trucchi? Mah le donne beato a chi le capisce”… io educatamente ho cercato di spiegargli che non è tanto comodo truccarsi di tutto punto e poi infilarsi un lupetto striminzito ed attillato… e che sinceramente la donna ero io e che sapevo bene ormai come fare! Alle 19.30 sono fuggita da Alcatraz, e sono andata all’appuntamento con alcune amiche per un breve scambio di regali, e qualche abbraccio. Ho rivisto persone che era un secolo che non vedevo più, ed ho ricevuto auguri e sorrisi falsi da persone che non mi possono vedere, io educatamente ho risposto e dentro di me mi sono resa conto di quanto possono essere tristi e scontate queste persone, che a tutti i costi vogliono salvare le apparenze… Io sono rimasta coerente con me stessa salutando freddamente, a Natale si è più buoni con chi se lo merita, non con chi ti lancia palate di cattiverie addosso tutto l’anno e poi in questi due giorni fa finta di niente, con il falso sorriso coperto dal bavero del cappotto. Lo sguardo quello non tradisce, quello fa capire cosa ci anima dentro, cosa realmente pensiamo di chi abbiamo davanti, e così è stato il mio, più freddo dell’aria gelida che odorava di neve.

Finito il cenone con tutta la famiglia, siamo andati a messa, “sa, per tradizione”… sta tradizione io la inizio ad odiare parecchio… a casa mia la tradizione si mette anche a tavola con noi dettando dall’antipasto al dolce, e a me sta cosa mi sta sul cacchio:

1) l’antipasto consiste in SPIGNOLI: pastella fritta con alici (ribrezzo), o con broccoli (fuori dalla finestra) o con baccalà (super ribrezzo) questi li ho saltati, tartine con burro e salmone e salsine varie=aggiudicati.

2) Il primo= Bucatini con il sugo tonno e olive… ecco questi mi stanno proprio sul piffero, a Bologna è uno dei piatti salva pranzo, e lo mangiamo spesso, ecco immaginate la mia gioia a vedere una teglia piena di questa pasta, mi volevo buttare per terra e piangere, li ho mangiati, ero buoni e c’avevo troppa fame.

3) il secondo= baccalà con patate e pomodoro: io odio questo pesce, e mi sono limitata a mangiare un po’ di patate e a fare un’elegante scarpetta con il sughetto…

4) insalata per “sgrassare”

5) tiramisù… aggiudicato e soprattutto mangiato in quantità industriale…

Il tutto è stato annaffiato con abbondante vino… e alla fine mi sono deliziata con una grappa e mentre la tracannavo pensavo che la probabilità di vedere 2 preti fare la predica era molto elevata…

A mezzanotte in punto, peggio di Cenerentola, mia mamma eccitata con una bambina ha trascinato me e papà a messa… con l’unico particolare che papà ha trovato posizione sulla navata esterna ben nascosto dietro ad una secolare colonna di travertino, ed invece mamma come se fosse stata la prima della classe tenendomi per un braccio si è seduta al primo banco… L’ho odiata parecchio perché… il prete fa delle prediche atroci e guarda sempre quelli delle prime file, che al primo cedimento fulmina non solo con lo sguardo ma alzando un po’ il decibel per garantirsi l’audience e poi perché non sopporto assolutamente l’incenso. Per tutta l’ora e mezza della messa un “chierichetto” di 30 anni ha agitato quell’affare davanti alla mia faccia, ed il bello che né la mia continua tosse, né le mie copiose lacrime lo hanno impietosito… finito lo strazio, giro di saluti con varie amiche di mia madre. Me la sono data a gambe con la scusa di salutare amici venuti da Milano… volevo morire…

E adesso dopo un pranzo natalizio di dimensioni bibliche, con un leggerissimo mal di fegato, mi sono messa al pc, fuggendo a discorsi politici di parenti ed amici, che stanno tenendo banco fortunatamente lontano da me!

 

Strematamente Elle!