14/12/2004
Miss Vuitton!
Sono uscita, di corsa e di fretta come al solito, ho preso mille scorciatoie per evitare il caos e l'eccitazione generale causata dall'imminente Natale. Ho driblato magistralmente passeggini con bimbi esausti, madri nevrotiche e gite di pensionati affascinati dalla città rossa... Ho tagliato in Corte Isolani, quanti ricordi era la mia vecchia casa, tiro dritto esco su piazza Santo Stefano e mi infilo in piccole vie dal sapore medioevale, di corsa non noto particolari che già mi sono familiari. Arrivo in via Farini ed entro trafelata in Galleria Cavour, meta il negozio del signor Louis Vuitton per acquistare la cinta che la mia amica mi ha commissionato. Mi avvicino alla porta, e un ragazzo tutto rivestito me la apre -caspita che servizio- entro: la moquette caramello fa molto pendant con le pareti crema, gli scaffali sono zeppi di borse che superano i 400 €... le guardo, è inutile a me ste cose di plasticone non mi piaceranno mai, mi fingo molto interessata a qualche oggetto, ma non posso evitare di sgranare gli occhi ed alzare sconvolte sopracciglia quando il prezzo si presenta davanti ai miei occhi. Questo negozio trasuda sfarzo, soldi a palate spesi... anche i commessi, ne ho contati 6 più il tipo alla porta, indossano abiti super formali con spille logo a forgia del prestigio della boutique francese. Si avvicina il capo commesso, con occhialino frocigno e capello allo schiaffo, mi da del lei con un tono che fa molto raffinato -dentro di me mi chiedo se quando litiga con qualcuno alza la voce- mi chiede se può aiutarmi ed io lo accontento dicendogli che ho bisogno di tot cinta, la indico tra quelle appese, e lui sfoderando un sorriso mi rassicura che in qualche minuto avrò il mio pacco, e che posso accomodarmi alla cassa... gli do la carta, e mentre lui spenna il mio conto, mi chiede se hanno i miei dati personali, io che dentro a Vuitton non c'ho mai messo piede, dico imitando il suo tono sciccoso che non mi sembra proprio. Con affabile gentilezza mi chiede se voglio compilare la cartolina "cliente"... mi porge questo biglietto -che sembra la partecipazione di nozze di qualche personaggio reale- ed io inizio a lasciare i mei dati, che verranno inseriti nel cervellone, ma dentro di me penso all'inutile spreco sia per la carta quanto per l'inchiostro... non sarò mai cliente lì. Mentre aspetto il mio pacco, non posso fare a meno di ascoltare una conversazione di due befane rivestite che litigano sulla bellezza o meno di un micro foulard temepstato di letterine-logo che costa quanto un mio mese di vita in questa esosa città... e non solo "non sanno proprio cosa compare...". Io che sono un'osservatrice, non posso non notare le loro mani appesantite da gioielli -credo veri- ed il loro vestiti griffati, il loro accento bolognese snob mi sta nauseando, e penso che 'ste due si sono rivestite dalla testa ai piedi per scegliere una borsa... quando il mio occhio cade sull'acconciatura di una delle due, bhè avete presente quando una signora di 60 anni c'ha i capelli corti e si alza dal letto e c'ha le pieghe del cuscino impresse come i cerchi nei campi di grano forse opera degli alieni? Ecco questa è la scena che mi si è palesata davanti... arg sono inorridita, ma cazzo ti pettini la mattina prima di ingioellarti?... ho capito che poteva fare la sciccosa snob per quanto gli pare, ma una vera donna di classe prima di uscire il pettine lo usa, la cura personale prima di tutto, mi è stato insegnato... L'angolo destro della mia bocca si è alzato, mi veniva da ridere... distolgo lo sguardo alquanto schifato... e noto gli occhi vezzosi di un'altra donna che sta provando un'altra borsa di plastica... quando arriva il super capo commesso, che mi porge la mia busta marrone, con impresso logo e nome dello stilista francese... mi sorride, mi dice che spera di vedermi presto... sorrido, mi accompagna alla porta me la apre, e finalmente esco dal paese dei balocchi... accertandomi che di lì a poco non mi sbuchino fuori nè le orecchie nè tanto meno una bella codazza... Faccio 5 metri nella galleria, do un occhio al pacco chic tutto chiuso ed impenetrabile e mi viene un dubbio "Ma il super commesso avrà azzeccato la cinta per Simo? Bhoooo!!".... ho tirato avanti tanto era la paura di prendere sembianze equine... ma ridendo come una povera pazza!
Precisamente sempre ben pettinata e quindi Chic Elle!
14/12/2004
Seduta sulla sedia della scrivania!
Con calma... con molta calma, sono nello studio, vestita, lavata, pronta per uscire, ho una commissione da fare, un regalo per un amico da parte della sua ragazza... devo andare in questo negozio, e comprare una cinta... Qui fa freddo, e la mia tazza di thè alla pesca cerca di riscaldare con l'aroma l'atmosfera, ed io seduta mi godo la pace nella mia casa, e la luce del sole! Ho chiamato Claudia, dopo gli acquisti vado a farle un saluto, devo sapere come sta, ci sono sviluppi nella storia con il suo fantomatico amico del cuore... dubbi e certezze? Si che è uno stronzo, io lo so, lei lo sa! Ma quanto è difficile dirsi ciò che si prova, o meglio perchè deve essere così difficile ed anche un pò scomodo. E perchè a volte ci preferiscono che non diciamo come stanno le cose? Basta ingoiare bocconi amari, è ora di sentire scricchiolare la pagina mentre la si volta, non si può essere amici di un uomo, quando i nostri desideri sono palesemente altri. Lui prima ha lanciato la pietra ma si è curato bene di nascondere la sua mano, ed ora scappa, evita, è sfuggente, dice che lei non deve sperare che qualcosa accada tra loro. Cosa mi viene da dire alla mia amica... non c'è da sperare perchè lui è un debole, è un codardo, uno che ti ha provocato per poi tornare al buio della sua caverna, complimenti gli direi sei proprio un bel cazzone! Vabbè basta essere incazzosette di prima mattina non mi fa bene! Finisco di sorseggiare il mio caldo thè e mi butto tra la folla della mia città!
Lentamente Elle!