30/12/2004
Il menu dell'ultimo dell'anno!
Il menù è stato studiato nel dettaglio da me ed Anny e spero di non toppare in nulla sennò è una tragedia:
ANTIPASTI
carciofini, cipolline e funghetti
olive verdi
grissini con philadelphia e prosciutto crudo
rollino di pasta sfoglia con i wurstel al forno
cubetti di frittata con le zucchine
rollini di frittata ripiena di mozzarella e prosciutto cotto
PRIMO
bucatini alla amatriciana
SECONDO
spezzatino di pollo e di agnello con olive verdi
insalata verde e rucola
DOLCE
nonneholaminimaidea!
Ecco dovremmo esserci… questa sarà la cena, ovviamente annaffiata da abbondante vinello.. suppongo che passeremo la serata a giocare a carte… anche se non è una cosa che io adoro…e soprattutto sono sfigatissima al gioco, ne avevate dubbi?
Detto questo vado a studiare l’esame è alle porte!
Studiosamente Elle!
29/12/2004
Grandi idee per il prossimo Natale!
Non sono impazzita, anche se ammetto che in questi ultimi giorni i miei nervi sono a fior di pelle e la sopportazione di qualsiasi cosa è al limite del possibile!
La fantastica, anche se particolarmente assurda idea che mi è venuta per il prossimo Natale è questa: mi compro agli inizi di dicembre un salvadanaio abbastanza capiente, una benda per gli occhi e dei tappi per le orecchie, poi vado dalle persone che so che mi fanno il regalo e prima iniziare con la procedura dico: “Questo è il mio salvadanaio natalizio, io non vedrò e né sentirò,mentre tu gentilmente metterai qui dentro i soldi che vorresti spendere per il mio regalo!”, e la stessa cosa farei io con loro. A fine feste rovescerei il contenuto del beneamato salvadanaio sul tavolo e, come l’Avaro di Molière, conterei le monete, per poi decidere cosa fare con la somma. Vi starete chiedendo come posso aver partorito una tale cosa, adesso vi spiego tutto, ma proprio tutto.
Una breve premessa:
quando faccio un regalo, mi chiedo sempre se la persona a cui questo è destinato lo gradirà, se è di suo gusto e soprattutto se il negozio cambia la merce in caso di problemi; non mi piace fare regali perché li devo fare, se una cosa non mi va a genio e se non è adatta, non la compro per forza pensando che così ho una rottura di palle in meno a cui pensare.
Sotto queste feste ed in questi ultimi giorni mi sto sempre più rendendo conto che solo io, ed altre pochissime persone facciamo così, e che la maggior parte fa le cose tanto per farle, e che mi appello ad una giustizia-educazione che ormai è pura rarità. Inizio con il decalogo della mia incazzatura: 1)una mia amica mi ha regalato un berretto di lana (mi conosce da 11 anni ed io non porto berretti ), ma questo è il meno, è che quando lo ha preso non ha fatto caso ad una cosa: che io non ho la testa di una persona adulta ma a malapena vesto la taglia di una dodicenne, e quindi immaginate quando ho provato il berretto Elle=cucciolo… Ieri dovevo uscire e sono andata in questo negozio per cambiare questo regalo, la tipa mi ha fatto vedere un migliaio di capelli ed io che volevo, se era possibile rimanere su quella cifra, sono rimasta sconvolta dai prezzi… 37, 64 … euro per un cappello, ma dico ma siamo matti o cosa?... insomma quello che io avevo ricevuto costava 12, e quelli di questa cifra erano tutti giganteschi… alla fine ne trovo uno semplicissimo nocciola, la differenza è di 6 euro, decido di accontentarmi, ma ad un certo punto chiedo alla tipa se è possibile cambiare genere, ci sono dei calzettoni con i gommini che io userei più del cappello, ma lei mi guarda come una poveraccia e mi dice che “Sai, la politica del nostro negozio è che se vendiamo un cappello e questo ci torna indietro, deve uscirne un altro…!”, io non potevo credere alle mie orecchie, e la mia vena polemica mi ha fatto protestare per 5 minuti, che poco ci potevo fare con sta cosa visto che il regalo io l’avevo ricevuto. Lei ha fatto spallucce, io mi sono scoglionata che le ho detto che 6 euro non facevano la mia fame e che prendevo quel benedetto berretto, così ho pagato e sono uscita incazzata nera, ed ho apposto una croce nera su quel negozio, non ci andrò mai più tiè.
2) Una mia zia mi ha regalato una maglia, e quando l’ho ricevuta sono stata davvero contenta perché mi piaceva parecchio… sì avete capito bene piaceva, perché quando me la sono andata a provare, contando che le mie tette sono ancora in ferie, sembrava che fosse adatta per una maggiorata e che io per sbaglio ci fossi caduta dentro. Stamattina sotto una pioggia torrenziale sono uscita con la Pulce perché entrambe dobbiamo fare il cambio. Entro in questo negozio, dove tra l’altro ci lavora un’amica di mia madre, e tutte le taglie disponibili sono gigantesche, vista la penuria azzardo dicendo che se c’è qualcosa di diverso anche per fare una piccola differenza non ci sono problemi, cerca che ti cerca scovo una maglia semplice lilla con la manica lunga;
3) Dulcis in fundo, un’altra zia mi ha regalato una tuta, taglia s… sembra che sono caduta anche in quella, vado nel suo negozio, perché è lì che l’ha comprata, e c’ha solo taglie barca, ed io inizio a sentirmi sotto taglia, sfigata ed incazzata nera, alla fine ho trovato una cosa che mi sta meglio, anche se il pantalone sembra esser fatto per Giovannona coscia lunga.
Per 2 regali c’ho rimesso 40 euro, e ho 164… euro da sborsare per le bollette di Bologna, siete del parere che sbaglio l’anno prossimo se metto in atto la mia magica trovata?
Squattrinatamente con le pezze al culo Elle!
28/12/2004
Il 2005 arriva: pensieri e propositi

Il nuovo anno che incede porta nella vita di questi giorni, scompiglio e forse anima i nostri cuori di propositi che forse sì o forse no cercheremo di mantenere. Se mi metto a pensare all’anno che sto per salutare, un sospirone mi viene da fare… è stato burrascoso, ho sofferto e fatto star male delle persone, la mia indecisione mi ha penalizzato, e mi ha incasinato… ma non so se quest’ultima resterà con il vecchio oppure se, con alte probabilità, stringerà la mano al nuovo anno che arriva per camminare ancora con me!
Non mi piace fare bilanci, mi attaccano un’enorme tristezza e poi in ogni caso non mi è mai piaciuto vedere il bicchiere mezzo vuoto… e quindi se mi metto a pensare bene, il
Il blog andrà avanti, perché mi da molto, perché è un’ottima valvola di sfogo, perché so che ci sono delle persone che mi leggono e trovano nelle mie parole e nei miei arzigogolati perché degli spunti per le loro vite. A tutte queste persone dono un sorrisone dei miei ed un caldo abbraccio, non vi posso promettere che il mio bicchiere sarà sempre mezzo pieno, anche io ho i miei momenti bui,e questi fanno parte di me, ma io sarò qui tra le mie parole e le mie buffe immagini!
Dal cuore Elle!
28/12/2004
La cura del sonno!

È più forte di me… la mattina non riesco a svegliarmi, sarà l’aria di casa, sarà il piumone caldo, fatto sta che mi crogiolo nel letto per poi ad un’ora scandalosa trascinarmi nel letto della pulce che mi fa un po’ di spazio. Se è abbastanza sveglia parliamo, se siamo entrambe troppo rincoglionite dal sonno ronfiamo per un altro po’. Poi mi trascino in cucina e preparo la colazione per entrambe –che amore di sorella che sono – poi la chiamo e lei arriva con i suoi capelli arruffati e l’occhietto ancora pesto dal sonno, avvolta nel suo mega pigiama con i gatti… e rimaniamo lì un po’ in silenzio sorseggiando un po’ di latte e caffè. Ci mettiamo un buon cd che ci svegli per bene e cerchiamo di dare una parvenza ordinata alle nostre stanze prima che rientri mamma! Il pomeriggio è dedicato allo studio… l’esame è alle porte e ho molte cose da far entrare in questa zucca vuota più che mai in questi giorni!
Nel frattempo sto organizzando per Capodanno una cena tra amici a casa e sono tutta concitata perché ancora sono indecisa sul menu, ho deciso di bandire la tradizione e quindi niente zampone e lenticchie, anche perché mia mamma ne preparerà una marea e per i primi giorni del nuovo anno mi toccherà mangiarne a vagonate… e quindi devo inventarmi qualche altra cosa… non saremo tantissimi poco più di dieci, ma adoro festeggiare così, davanti ad un camino, con del buon vino e della carne arrosto… senza caos di locali e cenoni costosi che ti fanno fare
Bollicinosamente Elle!
27/12/2004
Nuvole in agguato nel cielo e non solo?

È un po’ che fisso fuori dalla finestra della sala, il colle davanti ha messo un cappello fatto di grigie nuvole, cariche di pioggia e di tempesta. Non fa particolarmente freddo e credo che mi ritaglierò un piccolo spazio per studiare, qui al calduccio e magari anche con una fumante tazza di thè.
Sono pensierosa giusto un po’, saranno queste feste, sarò io… sarà l’anno nuovo, saranno tante cose… lo so, sono fatta così e poco posso fare per smussare questa mia paranoia di fondo. Non è poi sempre colpa di qualcosa o di qualcuno, e non deve esserlo per forza. Ci sono momenti nella nostra vita in cui ci dobbiamo fermare a riflettere, anche se fissiamo una collina sovrastata da nuvoloni giganteschi, sappiamo che stiamo pensando…a noi, a una lei o ad un lui, ad un esame o alla tesi. Penso un po’ e mi metto a trovare strane forme alle nuvole, e mi ricordo di quando ero bambina, di quando partivo per qualche viaggio con i miei e mi distendevo sul sedile posteriore immaginando gatti che rincorrevano topi, e bambine sorridenti con una coppa gelato in quella bambagia sospesa nel cielo chiaro… ed oggi a quasi 26 anni rifaccio la stessa cosa.. e sorrido, e rifletto per me e per la mia vita. A volte sono più serena alle altre un po’ meno, oramai ci sono abituata a questa mia stranezza di fondo… mi pongo una sola domanda ma gli altri sopporteranno per sempre questa mia incostante natura? È paura? è prendere atto di come sono, ma senza far spallucce?
A volte mi sento così terribilmente sola, anche se sono circondata da tanti affetti.
A volte sembra che mi manchi quello che cerco.
A volte sembra di stare ad aspettare qualcosa o qualcuno.
A volte sembra che il destino ci indichi una strada o una persona e noi non siamo in grado di decidere.
A volte non ci capiamo più nulla, oggi è una di quelle volte!
Nostalgicamente Elle!
26/12/2004
I'm very happy?
Sentirsi un pò storditi... e non per l'alcool assunto in pranzi e cene natalizi... sentirsi un pò rimbambiti e non per colpa del troppo cibo... è uno strano intorpidimento che annebbia lo sguardo, che annebbia il cuore, che annebbia il cervello... è la confusione. E' il non riuscire a capire se la strada che si sta percorrendo è quella giusta, è quella che realmente ci farà felici. E' l'insicurezza che non ci aiuta a spazzare questa nebbia che ci è calata davanti e che non ci permette di compiere passi sicuri, che non ci dice che non succederà nulla e che staremo realmente bene, e saremo finalmente felici. E' la paura che ci blocca e che non ci fa andare avanti, ma ci lega immobili in una posizione statica e rigida... E' la voglia di chiudersi per capire, per capirci... Ma siamo sicuri che ce la faremo!? Siamo sicuri che volteremo realmente pagina e che quello che sta arrivando sarà davvero un anno migliore... e che manterremo tutte quelle promesse che questi giorni ci diciamo, quando usciamo, quando ci guardiamo nello specchio la mattina, o mentre ci prepariamo un bollento the... e ciondoliamo con la testa facendo ipotetiche congetture su come migliorare, cosa corregere nella nostra vita. La paura di scheletri nell'armadio, o di quelli che ancora non ci sono, che invece ancora si annidano nella nostra testa in sembianze ancora embrionali... E poi in fondo pensandoci un pò su, davvero abbiamo tutta questa voglia di cambiare, di tagliare, di chiudere gli occhi ed il cuore agli scheletri... è questo il prezzo da pagare per trovare la nostra felicità? Cosa vogliamo da noi, dalla nostra vita, dalla persona che ci sta accanto... cosa? Amore, rispetto, complicità... passione, dolore? Lacrime e gioia? Quando ho acceso il pc per scrivere questo post ho pensato al suo titolo, e non so darmi una risposta... sono lì che creco qualcosa, con il cuore e con la mente non lo vedo, ho la vista annebbiata... ed il cuore... si chiede e si domanda troppe cose...!
Dubbiosamente Elle!
25/12/2004
La tradizione.... mah!
Sono duramente provata da queste due giornate natalizie… a parte il freddo cane e la spruzzata di neve che imbianca le montagne vicine alla mia città, queste vacanze sono abbastanza deleterie per il fegato e per i miei nervi abituati a vivere da soli.
Iniziando con ieri, dopo essere stata dolcemente cacciata dal bagno da mio padre ho dovuto fare le pose plastiche per darmi una truccata e rendermi così decente, i capelli non ne volevano sapere mezza di asciugarsi come dicevo io, dal parrucchiere non ci sono voluta andare perché odio il casino e gli sghignazzi concitati di donne sessantenni sotto questi giorni, e così ho fatto da sola. Al momento di scegliere cosa mettermi ero davanti all’armadio con lo sguardo perso nel vuoto, quando è piombato mio padre in camera e mi ha bocciato subito qualche idea, insistendo per una gonna a pieghe nera, per una volta ho seguito il suo consiglio, mi sono vestita e mentre mi truccavo lui gironzolava per le camere, è ritornato dove ero io e con sguardo dubbioso mi fa: “Io non ti capisco, perché prima ti sei vestita e poi ti trucchi? Mah le donne beato a chi le capisce”… io educatamente ho cercato di spiegargli che non è tanto comodo truccarsi di tutto punto e poi infilarsi un lupetto striminzito ed attillato… e che sinceramente la donna ero io e che sapevo bene ormai come fare! Alle 19.30 sono fuggita da Alcatraz, e sono andata all’appuntamento con alcune amiche per un breve scambio di regali, e qualche abbraccio. Ho rivisto persone che era un secolo che non vedevo più, ed ho ricevuto auguri e sorrisi falsi da persone che non mi possono vedere, io educatamente ho risposto e dentro di me mi sono resa conto di quanto possono essere tristi e scontate queste persone, che a tutti i costi vogliono salvare le apparenze… Io sono rimasta coerente con me stessa salutando freddamente, a Natale si è più buoni con chi se lo merita, non con chi ti lancia palate di cattiverie addosso tutto l’anno e poi in questi due giorni fa finta di niente, con il falso sorriso coperto dal bavero del cappotto. Lo sguardo quello non tradisce, quello fa capire cosa ci anima dentro, cosa realmente pensiamo di chi abbiamo davanti, e così è stato il mio, più freddo dell’aria gelida che odorava di neve.
Finito il cenone con tutta la famiglia, siamo andati a messa, “sa, per tradizione”… sta tradizione io la inizio ad odiare parecchio… a casa mia la tradizione si mette anche a tavola con noi dettando dall’antipasto al dolce, e a me sta cosa mi sta sul cacchio:
1) l’antipasto consiste in SPIGNOLI: pastella fritta con alici (ribrezzo), o con broccoli (fuori dalla finestra) o con baccalà (super ribrezzo) questi li ho saltati, tartine con burro e salmone e salsine varie=aggiudicati.
2) Il primo= Bucatini con il sugo tonno e olive… ecco questi mi stanno proprio sul piffero, a Bologna è uno dei piatti salva pranzo, e lo mangiamo spesso, ecco immaginate la mia gioia a vedere una teglia piena di questa pasta, mi volevo buttare per terra e piangere, li ho mangiati, ero buoni e c’avevo troppa fame.
3) il secondo= baccalà con patate e pomodoro: io odio questo pesce, e mi sono limitata a mangiare un po’ di patate e a fare un’elegante scarpetta con il sughetto…
4) insalata per “sgrassare”
5) tiramisù… aggiudicato e soprattutto mangiato in quantità industriale…
Il tutto è stato annaffiato con abbondante vino… e alla fine mi sono deliziata con una grappa e mentre la tracannavo pensavo che la probabilità di vedere 2 preti fare la predica era molto elevata…
A mezzanotte in punto, peggio di Cenerentola, mia mamma eccitata con una bambina ha trascinato me e papà a messa… con l’unico particolare che papà ha trovato posizione sulla navata esterna ben nascosto dietro ad una secolare colonna di travertino, ed invece mamma come se fosse stata la prima della classe tenendomi per un braccio si è seduta al primo banco… L’ho odiata parecchio perché… il prete fa delle prediche atroci e guarda sempre quelli delle prime file, che al primo cedimento fulmina non solo con lo sguardo ma alzando un po’ il decibel per garantirsi l’audience e poi perché non sopporto assolutamente l’incenso. Per tutta l’ora e mezza della messa un “chierichetto” di 30 anni ha agitato quell’affare davanti alla mia faccia, ed il bello che né la mia continua tosse, né le mie copiose lacrime lo hanno impietosito… finito lo strazio, giro di saluti con varie amiche di mia madre. Me la sono data a gambe con la scusa di salutare amici venuti da Milano… volevo morire…
E adesso dopo un pranzo natalizio di dimensioni bibliche, con un leggerissimo mal di fegato, mi sono messa al pc, fuggendo a discorsi politici di parenti ed amici, che stanno tenendo banco fortunatamente lontano da me!
Strematamente Elle!