30/11/2004

i'm jeannie

Chi di voi non è cresciuto con questo telefilm? Mi ricordo che lo davano su rete4 a metà mattina, e che quando prendevo la febbre potevo richiedere di andare nel lettone di mamma e papà e che sul comò venisse trasferita la tv della sala da pranzo... ed io felice come una pasqua mi potevo sparare, pur avendo un febbrone da cavallo e gli occhi che si chiudevano per effetto della tachipirina, tutti i miei telefilm preferiti, tipo Magnum PI, Arnold, Sperviky, Hazzard, Super car, e Strega per amore!

Ecco oggi vorrei essere come Jeannie, infilarmi nella mia bottiglietta con i divanetti viola, essere circondata da una nuvola rosa e soprattutto impugnare una bachetta magica e strizzare i miei occhioni, sapete ho qualche desiderio da esprimere, ma non farei tutto questo solo per me, sarei gentile e sbarazzina proprio come lei, ascolterei quel che voi desiderate ed io, se potessi, con una sola strizzata d'occhi e il mio vestitino tutto volan e color ciclamino, sarei contenta di aiutarvi! In primis stamattina, dopo esser arrivata trafelata davanti alla sala borsa avrei strizzato gli occhi per far aprire le sue porte in vetro, e far scomparire il cartello che indiceva lo sciopero generale! Poi guardando lo schermo del pc avrei fatto comparire magicamente gli appelli di gennaio, che arriveranno penso con la stella cometa! Pensando al mio conto in rosso, avrei strizzato l'occhio per vedere un saldo in positivo anche di un sol centesimo! E questo è ciò che al momento vorrei per me, alla pulce avrei strizzato l'occhio sul risultato dell'esame, che buono non è stato, l'ha fatta un pò innervosire ed ora è sul divano che si consola a suon di schocobomb's e di fastarkanoid, imprecando e dicendo parolacce a destra e a manca, sparando a palla come se davanti avesse non una stupida pallina che deve rompere un muro, ma la sua prof di economia...

Allora siccome mi sento un pò Jeannie giocate un pò con me: chiudete gli occhi e pensate a cosa desiderate per davvero... quindi io dovrei strizzare per voi i miei occhioni per...

Magicamente elle

29/11/2004

Sballottolatamente elle!

Quel che si dice una giornataccia!!! E' come se oggi avessi preso le sembianze di una pallina da flipper; già il risveglio non è stato dei migliori, pigramente ho spento la sveglia che puntualmente ha fatto il suo dovere alle 8.45, ed io imperterrita, mi sono raggomitolata nelle coperte. Verso le 9.15 è suonata la sveglia di mio cugino che è rimbombata per la sua e la mia camera, ed anche lui, ha fatto lo gnorri e l'ha fatta tacere! Alle 10.45... ho aperto gli occhi e ho realizzato che era tardi, che dovevamo andare all'ipercoop a fare spesa, e che forse è il caso che la sera prenda la via della camera un pò prima dell'una. Eh sì ho preso l'orrenda abitudine di tirar tardi, ma non è che esco e che rientro tardi, ma cazzeggio dentro casa al punto tale che ancora alle 2.00 mi deve venir sonno, e sono lì nel letto che leggo o ascolto un pò di musica, o che mi fisso a guardare le stelline fosforescenti che ho comprato alla feltrinelli e che ho attaccato sul soffitto! E la mattina sono uno straccio rincoglionito, che si arrotola nelle coperte e che fa le storie come quando dovevo andare a scuola ed imploravo mamma per rimanere ancora 5 minuti nel letto... sono rimasta tale quale, facevano bene a chiamarmi "Trotta piano marialuisa"... Realizzata l'ora, sia io che cug, ci siamo alzati, abbiamo aperto le rispettive porte delle nostre camere, sguardo eloquente=bisogno di assorbire una buona dose di caffeina, dopo il caffè e dopo una sana doccia, siamo usciti con la macchina alla volta del centro lame, dove abbiamo fatto quel che si dice lo "spesone"... dicesi spesone, riempire in modo scandaloso il carrello, rischiare un coccolone ed una sincope nel spingerlo, produrre uno scontrino lungo quanto la muraglia cinese, e soprattutto superare il numero 6 di sportine! Ecco noi abbiamo tenuto fede a tutte queste cose, ma la cosa bella è che il nostro livello di rincoglionimento era tale che, scesi al piano sotterraneo per riprendere la macchina, ci siamo resi conto che nessuno dei due aveva fatto caso al numero del settore, e visto che il nostro orientamento è come quello di un gatto a cui sono stati tagliati i baffi, ci siamo dovuti girare tutto il parcheggio, lui da una parte ed io dall'altra, con l'unica differenza che io mi trascinavo dietro l'asino morto del carrello, alla fine però l'abbiamo trovata. Alle 18 corso di inglese, come metto naso fuori di casa e dopo 1h di asiugatura liscissima per la mia chioma taaac: diluvio universale, volevo piangere, e buttarmi nella prima pozzanghera semi profonda che mi avrebbe fatto annegare. Arrivo al corso semi rincoglionita, totalmente fradicia! Adesso dopo una lauta cenetta mi dedico al blog, e rifletto che forse dovrei regolarizzare un pò la mia vita, almeno con gli orari che poi alla fine il mio fisico ne risente... ho abusato con thè e caffè, ore piccole, cioccolata, salumi... risultato di tale sregolatezza qualche bel brufolazzo che fa capolino sul mio volto, che mi potrei candidare per il prossimo spot della Topexan, e cosa ancor più grave: il mio cuore fa le bizze... extrasistole a palla, sembra che scoppi.. ma il bello è che non sono agitata... lui decide così, io devo solo aspettare che mi passi!

Extrasistolamente sballottolata elle

28/11/2004

Lentamente domenica...

Lentamente è trascorsa questa mia domenica bolognese!Qualche telefonata a qualche amica, un pò di chiacchiera, un pranzetto con la pulce ed anny, e soprattutto molto pc... Non a caso ho scelto questa vignetta, non che la tipa mi somigli, ma sono proprio come lei così appiccicata al pc, con la mia tazzina di caffè la mattina, e di thè verde o alla pesca nel pomeriggio, e di camomilla se per full immersion, ci sto anche di sera. E mi metto a pensare, mi proietto un pò avanti con il futuro, a quando diventerò ancora più un tutt'uno con il pc mentre scriverò la tesi. Ho già pensato di farmi fare un cavo lan iperlungo così se devo sclerare in camera mentre scrivo posso farlo... e non devo rimanere per forza all'ingresso con il via vai di casa! Ho un leggero languorino, la pulce è in cucina che prepara per la cena delle buone patate in padella... che brava.. io ultimamente sono un pò latitante dai fornelli... ciò mi costerà al più presto una pena esemplare!

Vado a rendermi utile ...

Lentamente elle

26/11/2004

Tuffarsi nella dolcezza della vita... ma cosa è la dolcezza della vita?

Tuffarsi nella dolcezza della vita... assaporarne i piaceri, innamorasi del suo gusto, imbambolarsi per la sua bellezza... cercare di annusarne i profumi più buoni, sperando che questi rimangano memorizzati nella nostra mente, per poi in un altro momento, consolarci con il suo ricordo! Noi cerchiamo di tuffarci in questa dolcezza, ma spesso abbiamo il trampolino ed il costume, e siamo lì che penzoliamo tremolanti e ci sporgiamo cercando di vedere il più possibile se questa dolcezza effettivamente esiste... e intimamente ci chiediamo se buttandoci cadremo felicemente avvolti o se è solo illusione e non troveremo nulla. E così passiamo il nostro tempo, in stand by su questo trampolino, in un perpetuo movimento esitante... immobili, inappagati, tristi, profondamente orfani di qualcosa che sappiamo benissimo completerebbe questo enorme vuoto.

Ma cosa è realmente la "dolcezza della vita", cosa ci renderebbe davvero la pillola della vita meno amara? Forse...

una persona da amare profondamente per sempre, che sia il nostro specchio deformante, in senso positivo, che ci palesi i difetti, ce li faccia correggere o ritoccare livemente quando serve, una persona che ci stimoli ogni giorno ad essere migliori a dare il meglio sempre... una persona che ci capisca con lo sguardo, che rispetti i nostri silenzi, che ami le nostre attitudini, che abbia i suoi spazi e non invada prepotentemente i nostri...Quindi è l'amore la dolcezza della vita? E se non lo trovassimo mai, significherebbe che in tutta la nostra vita le pietanze che abbiamo mangiato sono state solo sbobba riprovevole e disgustosa? Ma alla fine poi, è giusto delegare la dolcezza della nostra vita alla presenza di un'altra persona? E' possibile che la nostra solitudine mista ad egoismo ci detti dal profondo che, per assaggiare la dolcezza della vita, dobbiamo avere accanto per forza la persona giusta? E se viviamo tutta la vita con una persona sapendo che quella giusta non è, cosa succede? Troppi perchè lo so, troppa carne al fuoco!

E se invece la dolcezza della vita fosse altro? Se l'avessimo in noi, e per assaporarla con qualcuno basterebbe farsi capire e rispettare. Farsi capire lo so è difficile, a volte parliamo lingue diverse... ma siamo sicuri che siano sempre gli altri a non capire, che magari siamo noi a bofonchiare parole incomprensibili anche a noi stessi?  Siamo tutti sordi e continuiamo imperterriti a parlare senza esser capaci di ascoltare, forse è così, ma forse è anche che siamo ciechi e continuiamo imperterriti a sforzarci di vedere, e non ne siamo capaci. Forse. Non ci vediamo, non ci parliamo, non ci ascoltiamo per questo non ci riconosciamo e per questo non ci tuffiamo nella dolcezza della vita. La dolcezza della vita... non è un'illusione, e per me non è introvabile. Bisogna sforzarsi molto, avere il coraggio delle proprie azioni, dire cosa realmente ci fa felici, cosa invece ci rende infelici, tristi e profondamente soli, pur avendo qualcuno accanto...

L'amore per l'altro non ci fa assaporare la dolcezza della vita per sempre, questo dolce sapore dura poco, è presente nel momento dell'idillio, poi scema a mano a mano... ecco per me il trucco sta qui, la dolcezza va scomparendo perchè mettiamo in secondo piano noi stessi, e facendolo ci releghiamo in una posizione inferiore, che non ci permettere di dare il meglio di noi, che ci frustra e non ci fa capire da nessuno, ci intristisce e soprattutto ci fa non sentire amati ed incompresi, perchè i primi a non amarci spesso siamo proprio noi. Vedere nitidi i nostri bisogni ed esporli, farli valere, crederci nel profondo, e nello stesso tempo cercare di rispettare quelli della persona che ci sta accanto non è egoismo...

Infiliamoci il costume, inforchiamo gli occhialini, tappiamoci il naso se è necessario, percorriamo il trampolino, lasciando a lui solo di tremolare e non a noi... respiriamo, saltiamo alto, abbandoniamoci e crediamo in ciò che ci anima e ci appassiona da sempre... cadremo sicuramente nella calda e tenera dolcezza!

Dolcemente Elle

25/11/2004

Imbottigliatamente elle!

Ci sono dei giorni in cui il marasma di cose da fare ti sovrasta, ti pesa, ti imbottiglia... e tu sei lì che senti il peso sulle spalle e non hai nè forza, nè tanto meno voglia di trovare il bandolo della matassa. Premetto che questo stato d'animo è come un virus grave che becchi sul pc, che piano piano parte dalle cavolate per diffondersi a cose sempre più serie! E oltretutto si è lì che si perde un bel pò di tempo a cercare delle ragioni, affinchè il nostro animo si plachi almeno per un pò...Io ad esempio, ho una scrivania strabordante di libri, fogli, fotocopie... materiale da visionare, uno strumento da usare consigliato dalla prof... con tanto di papiro annesso con le spiegazioni, e sta lì piegato nel libro di psicologia inerme... ed io so che dovrei avvicinarmi a quel foglio leggere tutti quei codici mettermi al pc, e usare il tutto... ed invece mi cade l'occhio sui libri del prossimo esame e sulle slides incomprensibili scritte da uno psicologo matto abbastanza da non chiarire con quegli affari nulla del libro atroce che ha scritto con i piedi, ovviamente! E quindi faccio un bel respirone, mi lego i capelli, inforco gli occhiali, mi metto su un buon thè verde, e mi abbarbico sulla sedia e cerco di concentrarmi il più possibile... e rimango sommersa da mille libri, pennarelli, penne, post-it , fotocopie... e a farmi compagnia ci sono la mia poca volontà di fare, e la pulce che è un'ora che impreca perchè i giochi di fastweb sono "assolutamente pilotati..."... secondo me tra qualche giorno la ritrovo lì, imbalsamata nel suo maglione di pile taglia extra, con il telecomando che è diventato una sua propagine, tutto sudaticcio, perchè lei si agita da morire con quegli affari, anzi a dirla tutta, non mi stupirei se la prima cosa che mi dicesse di prima mattina fosse: "Sai stanotte ho sognato come fottere quel giochino maledetto... adesso provo a come fregare qual quadro di Arkanoid...e avanti". Detto ciò bando alle ciance, vedo di fare cucù da questo barattolo in cui mi sono chiusa, di mettermi sul libro di Psico del lavoro e soprattutto di staccare la pulce da quel televisore... ha iniziato a radicare.. vado!

Imbottigliatamente un pò meno adesso... Elle

24/11/2004

prima dell'alba

Prima dell'alba ho chiuso gli occhi, prima dell'alba ho voluto dirle come stavano realmente le cose, chiarire e prendere le responsabilità di cosa di è detto e fatto. Perchè è così, a 26 anni non si può essere convinti di aver sempre ragione su tutto e sopra tutti; ciò che diciamo può ferire, può essere trasformato e stravolto, ed infatti così è stato. Stanotte ho avuto un bel confronto con un'amica decennale dalle 24 fino alle 5 ora in cui mi sono messa nel letto, che ancora la mia testa frullava, ripensava... ripassava la scena. Sono contenta di averle detto cosa penso di questi 2 ultimi anni, cosa mi ha fatto soffrire e cosa non mi andava più bene nel nostro rapporto... sono soddisfatta di questa cosa. Sono una persona coerente, che non sa stare in pace con se stessa quasi mai... avevo bisogno di sbrogliare anche questa matassa informe di chiacchiere e di falsità che nel tempo si era ingrandita, fino a raggiungere dimensioni spaventose e poco arginabili, degenerando in cattiveria...

Ho sofferto quando sono stata dipinta come una persona falsa e macchinosa,

ho sofferto quando persone che credevo amiche mi ritraevano davanti a tutti come una sfigata, dicendomi che nella vita sarei rimasta sola, e sena soddisfazioni, e senza nessuno al mio fianco

ho sofferto quando ho capito che anche chi ti è vicino può nutrire per te cattiveria, e tu non lo immagineresti mai

Ho capito stando male, elaborando un dolore che ha messo in dubbio le mie capacità la mia fedeltà e sincerità, amara la pillola, lunga la cura, lento il risveglio, questo è stato il mio iter. Mi accorgo di esserne uscita ferita, ma non mortalmente... forse è così che deve andare nella vita, per capirsi e ad apprezzarsi, per vedersi riflessi in uno specchio e sorridersi e non sputarsi in faccia. Forse per me doveva essere così, questa era la mia prova, era così che mi dovevo mettere in gioco... che dovevo stare male, per capire tutto, per capire me stessa. In tante cose si deve star male per capire, e gli insegnamenti che ne derivano sono quelli di cui facciamo tesoro. A me è servita la forza, la coerenza, il credere in me stessa e nei mei valori fondamentali, il coraggio e la tenacia mi hanno accompagnato, la pazienza mi ha fatto sedere sulla riva del fiume per aspettare che prima o poi a valle sarebbe sceso il tronco che la bufera aveva sradicato e spezzato sulla cima della montagna.

Sono contenta di essere rimasta nella mia di pelle, sono contenta che il mio nocciolo genuino non è stato intaccato né stravolto, ma è lì, ancora lì... più forte, più capace, più sensibile, più vero...

Sincerissimamente coerente un pò di più Elle

22/11/2004

Cercare quel piccolo terremoto...

Siamo sempre alla ricerca di qualcosa, con il naso e con lo sguardo, cerchiamo di percepire, di vedere bene, di cogliere l'attimo che ci farà star bene... Siamo immobili, cercando di sentire se arriva quella scossa, quel terremoto che ci svegli da un torpore, che da tempo ci ha rimbambito i sensi. Tremiamo, ci fa paura tutto questo, amiamo un equilibrio fatto di piccole cose, ma troppo caduche per durare per sempre. Il senso di colpa ci anima e ci accompagna sempre, non riusciamo a comprenderci, e a farci capire dagli altri, perchè siamo noi i primi a non sforzarci di vedere la nostra vera persona. Troppo presi da tante cose, il caos aumenta, perdiamo la fiducia, perdiamo la speranza... e aspettiamo che quel piccolo terremoto arrivi, ci scompigli la vita, come fa un bel venticello d'estate con i nostri capelli... Aspettiamo e speriamo che una scossa svegli il nostro io sopito, per capire quale è la strada da battere, da seguire; dove arrampicarsi quando ci sono le salite e vedere se c'è una valida mano che ci aiuta nella scalata...

Ecco cosa cerchiamo, con affanno e senza tregua, una pace dolce e tranquilla, ma emozionante e viva nello stesso tempo, qualcosa che vibri dentro noi... un senso di terrore misto a gioia e felicità... ecco.

Terremoto come amore, come amicizia, come realizzazione di sè... un miscuglio di tutte queste cose ci rende veri e migliori... ci aiuta, ci sprona, ci fa crescere, ci fa fare anche passi falsi, ma che siamo pronti ad affrontare. E' questo quello che ognuno di noi vorrebbe avere, trovare, percepire, e stringere forte... Vorremmo che tutto questo ci sconvolgesse... si ma la ricerca è lunga davvero!

Speranzosissimamente elle