31/10/2004

Gocce di pioggia su di me!

Non ho mai nascosto, tra le righe di questo blog, la mia metereopatia... insomma soprattutto quando piove divento una cosa incontrollabile. Ieri ha piovuto tutto il giorno e si è visto, come in un battibaleno, sono passata dalla fase costruttiva a quella distruttiva. Questa notte il ticchettio metodico della pioggia mi ha accompagnato in tutti i miei sogni assurdi, e stamattina sempre lo stesso ticchettio, ed un cielo quasi pumbleo, hanno fatto sì che il mio corpo sostasse ancora sotto le coperte calde, driblando in modo scandaloso la sveglia del cellulare, e il senso del dovere di studentessa universitaria che lunedì prossimo avrebbe giusto un esame. La suoneria di Sex & the City del mio super Nokia, mi ha riportato alla dura realtà, come del resto ha fatto la persona che mi ha svegliato... stancamente sono scesa in cucina, acceso la macchinetta del caffè e preparata una tazza di latte. Dopo colazione e dopo essermi lavata e vestita, ho acceso il pc e fatto un giretto tra i blog preferiti, quando mi sono accorta di essere peggio di un extraterrestre, perchè la qui presente si era TOTALMENTE dimenticata che oggi entrava l'ora legale...ed ho appreso la notizia dalla lettura di un blog. Quindi senza dare colpe al maltempo mi rendo conto da sola di essere uscita di senno, insomma, ciò significa che in questi giorni non ho seguito un tg nemmeno per + di 5 minuti,  non ho letto un quotidiano, e che mi sono chiusa in casa per studiare, vedere sciocchezze alla tv, ciarlare al telefono con qualche anima che si ricordi ogni tanto della mia esistenza... Ma la cosa bella, è che sto bene, certo, sono un pò sola in questa casa vuota, ma va tutto ok... Forse se veramente avessi preso un gatto ora me lo strapazzerei un pò e lo farei anche dormire sul letto, perchè con le sue fusa mi concilierebbe il sonno. Penso che la mia prima azione del nuovo anno sarà adottare un micio per davvero. Adesso mi butto sul libro sperando di cavare del buono da questa giornata uggiosa!

Uggiosamente metereopatica ogni tanto elle

30/10/2004

Ritratto di un sabato qualunque!

Decisamente strano è il mio carattere, inutile dire che sono una compagnona, che amo il casino, gli amici, le chiacchierate, insomma una cosa da "tutti insieme appassionatamente"... Nello stesso tempo adoro e chiedo, come se fosse ossigeno, dei momenti di assoluta solitudine, ma devo essere assolutamente convinta di voler essere lasciata in pace. Quando la mia solitudine è imposta divento come i cani quando vengono lasciati chiusi per troppo tempo in casa, ovvero sono capace di fare di tutto. Questo tutto può avere svariate forme, tendenzialmente seguo due strade: una costruttiva ed una distruttiva. La prima si ha quando la mia persona è mossa da un iperattivismo e quindi con una buona base musicale posso rimboccarmi le maniche e senza sosta pulire tutta casa... oppure dare estro alla mia "arte", per riempire le pareti di una casa ancora da riempire; la seconda, quella distruttiva, è rappresentata da uno stato di indolenza alquanto divanosa... ovvero mi sbraco sul divano preferito, mi avvolgo nel plaid celeste della pulce, e devo avere tutto a portata di mano, in parole povere il tavolinetto accanto al sofà diventa una mini-bancarella cioè ho voglia di bere? allora bottiglia di acqua, voglio leggere? allora discreta pila di giornali, rigoramente di moda, e ovviamente libro di lettura, poi cellulare, perchè non si sa mai dovesse squillare e quindi deve essere lì, sul divano tra i cuscini e la coperta devo poter trovare in un battibaleno sia il telecomando della tv che quello di sky... ecco quando entro in questo stato catatonico ho raggiunto la pace dei sensi... ma per completare il totale disegno divanoso dovrei munirmi di un cordless e di un qualcosa che a distanza riesca ad aprire la porta, perchè mi succede sempre che dopo un pò che sonnecchio davanti alla tv, sfogliando stancamente una rivista, tac qualcuno ti suona alla porta...

Comunque oggi è stata una giornata ibrida, ovvero ho attraversato entrambi questi 2 gradi, stamattina l'iperattività è venuta fuori dopo una bella doccia calda, con annesso lavaggio della folta chioma, ed addirittura questo stato mi ha anche fatto venir voglia di allisciare il bulbo, con il risulato che il mio potente phon mi ha indolensito tutta la spalla destra... Poi ho messo una lavatrice, ed ho preparato un pranzo, spaghetti alla carbonara, da dividere con due commensali (gli unici rimasti a Bologna per questo ponte) Anny+fidansa.... Dopo il malloppo ingerito con l'imbuto tanta era la fame, ho cercato di fare un piccolo ma accurato repulisti del mio NUOVO, FIAMMANTE, ma infestatissimo pc, ho cercato di arginare minacce di virus ed hacker vari, oh ma tutti con il mio pc... capperi ha solo 2 settimane e già me lo vogliono fare fuori, oh ma mica sono la figlia di Bill Gates (uomo con cui scambierei in questo momento giusto un attimo 2 paroline davvero fetenti, in quanto il suo nuovo sistema operativo è un ricettacolo di virus e di spy...)! Vabbè verso le 17 ho iniziato ad avvertire che subentrava la fase distruttiva, ed infatti mi sono messa a studiare abbarbicata sulla scrivania, poi dopo 1h e mezza, mi è sopraggiunto un languorino, che ho sedato con due belle fette di pane e nutella -come quelle della pubblicità: poco pane, ma parecchia nutella, faceva il ricciolo- poi ho leggiucchiato ancora il libro e poi eccomi qua a dedicare tempo, forze ed attenzione al blog... E stasera? Non si esce, e dopo aver fatto cena non so se mi farò più rapire dalla fase costruttiva- c'è un tavolo e delle cornici che mi aspettano per il trattamento mordente e lucidatura- oppure da quella distruttiva - tv, camomilla, lettura, radio e poi Morfeo- sotto sotto sento che la seconda mi tenta di più, perchè i lavori della prima abbisognano della luce del giorno.... e quindi... eh eh eh

Distruttivamente divanosa in un sabato qualunque a volte elle

29/10/2004

1 barattolo, 2 bicchieri ...e tanta paura

Questo è il bilancio di guerra… insomma oggi nella mia cucina c’era la classica pila di piatti che attendeva paziente che il mio status indolente passasse. Appena pranzo ho sostato per pochi minuti sul mio divano preferito, giusto il tempo di sorseggiare il caffé post mangiata e poi via la pigrizia e quindi mi sono diretta in cucina per svolgere i miei compiti casalinghi. In effetti il lavoro da fare era parecchio e quindi mi sono rimboccata le maniche ed ho preparato il campo di battaglia, e siccome a volte vengo presa da una vena alquanto maniaco-perfettina, ho diviso i piatti dai bicchieri e dalle tazzine, le pentole dalle stoviglie. Eh si perché non si lava tutto insieme quando si fanno i piatti ma si da la precedenza prima a piatti e bicchieri e poi a stoviglie ed in fine dulcis in fundo si fanno le pentole. Quindi dopo aver organizzato il tutto, ho riempito il lavello di sinistra con acqua calda e c’ho versato il classico intramontabile Svelto al limone, ho fatto fare la schiuma tipo vasca idromassaggio e quindi ho dato il via alle danze… le cose insaponate le passavo nel lavello di destra, per il risciacquo… mentre facevo questo in sottofondo avevo la tv accesa, sul canale rimastomi dal telegiornale, canale 5 appunto, e alle 15 il leader incontrastato è una a caso, Maria De Filippi… Mentre il suo pubblico gracchia, e i suoi pupazzi fanno finta di stare a scegliere la donna della loro vita, anzi scusate parole esatte la compagna per la loro vita, io sono lì che faccio la sguattera, e ascolto, sbuffo, commento, si insomma parlo da sola, con tanto di domande e risposte, insomma una matta furiosa. Sono stata lasciata sola: la Pulce è tornata a casa da mamma e papà, Claudia se ne è andata a Roma a trovare i parenti, Anna è a casa del suo fidanza ed io sono qui che parlo da sola con la tv… e per di più con un programma di bassa lega, cazzo sto messa davvero male.

Insomma mentre sono lì che insapono, sul mobile accanto al lavello noto che nel marasma di cose, ce ne è una che non è propriamente al suo posto, il barattolo del sale grosso- altro mio vizio non lo metto mai subito a posto- quindi con la mano un po’ zuppa faccio per prendere quel coccio gigante = vi ricordate i mega barattoli della nutella, però non quelli con il coperchio di plastica bianca, io ho conservato quelli con la chiusura ermetica quelli che si usavano in latteria per fare i maritozzi con la nutella, bhè io tengo sia il sale grosso che quello fino in questi cimeli di infanzia. Ecco mi sciacquo solo la mano senza asciugarla e nel tentativo di alzare, con il braccio sinistro, sto asino morto che fa mi scivola dalle mani, atterrando, di grazia, tra bicchieri e tazzine, istintivamente mi sono velocemente spostata per evitare i vetri e quando ho avuto il coraggio di guardare, davanti ai miei occhi si è palesato un campo di macerie.

Ora immaginate cosa può fare un barattolo, colmo di sale grosso, che atterra sopra a dei bicchieri = si bravi un TRITUME… del cimelio sono rimasti intatti solo il coperchio e il fondo il resto si confondeva con il sale grosso, poi tra il bianco del sale ho distinto il colore azzurro di uno dei 8 bicchieri che mi ha comprato mamma quando mi sono trasferita in questa casa, e poi ho riconosciuto un altro bicchiere.

Il bilancio poteva essere più pesante lo so, ma mi rompe troppo che ho distrutto quel barattolo secolare e 2 bicchieri… solo perché non mi sono asciugata la mano… grrr sono una pastrocchiona. Pigra, pigrissima. Ora dopo secolari lotte con l'editor del blog che non voleva saperne mezza di funzionare, sto finalmente scrivendo, e nello stesso tempo mi sto contorcendo dalla fame, sto infatti aspettando Anny+ fidansa che arrivino con le vettovaglie, stasera preparo lo spezzatino con le olive una mia specialità. Se non sono morta di fame domani partorirò un altro post, perchè dopo cena mi sparo pop corn e film, con la coppia... proprio sola non sono....

 

pericolosamente elle

28/10/2004

La costruzione dell'identità.. in internet!

Non sono mai stata una secchiona, ma adesso lo devo, anzi lo voglio dire quest'esame- Sociologia della comunicazione- mi sta prendendo parecchio e sempre di più... nel testo vengono affrontati una marea di argomenti non solo interessanti, ma che ti fanno riflettere molto. Oggi ad esempio mentre andavo avanti con la lettura, mi sono imbattuta sull'argomento de "La costruzione dell'identità in Internet". Questo negli ultimi anni è diventato materia di enorme interesse, soprattutto per i sociologi, secondo loro infatti, "internet concederebbe all'individuo dei gradi di libertà in più rispetto al mondo offline, senza però sottrarlo totalmente ai vincoli della dimensione sociale". Il primo passo per la creazione di questa identità è la scelta del nick; secondo gli studiosi se si guardano in modo più approfondito questi pseudonimi si può rivelare come vi si nascondano fantasia, creatività e simbolismo.

Insomma diverse sono le motivazioni che ci fanno scegliere per un nick rispetto ad un altro: ad esempio possiamo essere legati nella scelta a referenti culturali- rappresentati da gruppi musicali o personaggi dei fumetti- oppure perchè vogliamo rivelare qualcosa della nostra personalità; non si tratterebbe quindi di un distacco totale dall'identità di tutti i giorni, ma sarebbe solo un'elaborazione del proprio sè.

Crearsi quindi uno pseudonimo comporta anche un processo di costruzione dell'identità e porta inevitabilmente ad un suo riconoscimento sociale che perdura nel tempo, soggetto ad un cambiamento continuo. Ogni pseudonimo racconta qualcosa di chi lo porta e con il passare del tempo acquisisce valori, emozioni, sentimenti, e si crea una reputazione...

Il mio nick deriva da uno "storpiamento" del mio nome... e quindi non ci sono tanti collegamenti con la mia identità offline... ovvero quella da me vissuta con le persone che mi vedono in carne ed ossa...E nel vostro caso, dietro la vostra scelta cosa si nasconde, quale è stata la motivazione che vi ha spinto?

Nel mio piccolo sento di aver stretto dei legami con alcuni di voi, e quindi sia il mio nick, sia il vostro, ha acquisito una forma ed un carattere tali che intorno vi si è creata una reputazione... Lo so, il concetto è un pò arzigogolato, ma a rifletterci su è una cosa normalisissima... come naturali sono i sentimenti che si legano a questi pseudonimi... affetto, simpatia, mal sopportazione e via dicendo...

Ora sempre perchè sono una scimmia curiosa, vorrei farmi un pò i cacchi vostri e capire un pò meglio il perchè della vostra scelta!

Curiosamente elle

27/10/2004

... ma che bella cosa il blog!

6 mesi... sì, 6 mesi esatti sono passati da quando ho deciso di creare questo blog... per l'esattezza il 1° maggio ho messo le mani a questa cosa, senza starci a pensare molto, del resto le cose più belle e migliori sono quelle fatte di impulso. Se scendo nel particolare non posso non notare i cambiamenti "morfologici" avvenuti in questo ultimo periodo... all'inizio ad esempio scrivevo tutto in grigio, e non inserivo nemmeno delle immagini... ovviamente era una scelta dettata dalla poca conoscenza dell'html, dell'editor, e dalla mia totale imbranataggine. Poi con il tempo con l'esercizio e stressando qualche blogger... ho cambiato la veste a questa specie di diario... Ma la mia riflessione notturna questa sera è cosa spinge una persona ad avvicinarsi ad un blog, a confessare molte cose, molti stati d'animo, la rabbia come la felicità, l'odio come l'amore, il disprezzo come l'indifferenza.. Cosa ci fa aprire in questo modo davanti ad occhi sconosciuti, che sappiamo benissio potranno leggere tutto... e nel contempo nella vita di tutti i giorni "mentire" e non aprirsi con questa totalità a persone che ci conoscono da tempo? Cosa scatta a noi davanti alla tastiera del nostro pc, che ci fa spogliare di tutto. Nel mio caso un brutto periodo di delusioni e di brutte reazioni della mia persona, mi hanno avvicinato a questa idea, un diario pubblico on line...del resto io non ho mai desiderato nè scrivere, nè diventare una blog star, come fanno molti, ma la mia motivazione era un'altra: confrontarmi con diverse identità sconosciute, dando la possibilità solo a pochi amici eletti di frugare in questo scatolone. Il mio bisogno di confrontare la mia immagine al di fuori della mia cerchia di amicizie più o meno decennali forse mi ha condotto fino a qui.

Ma il decidere di non rivelare ad alcuni l'esistenza di un blog personale vuol significare aver paura di esser scoperti per quello che si è veramente, quindi di voler mantenere nascosta una parte di noi... oppure è una specie di territorio personale, come per gli animali, un posto quasi inaccessibile dove noi soli siamo i padroni incontrastati?

Personalmente posso affermare che a molti non ho dato notizia di questa cosa, molti amici non sanno, una scelta voluta da me perchè: alcuni non capirebbero, altri storcerebbero il naso, altri forse giudicherebbero senza capire l'importanza di tutto questo per me. Il blog per me è come uno specchio che riflette la mia realtà, la verità nuda e cruda delle mie azioni, quelle sbagliate e quelle no, queste vengono porte su di un piatto così come sono ed io ci rifletto su, sezionandole, guardandole come fa un chimico con le piccole particelle poste sul vetrino al di sotto della lente di ingrandimento di un potente microscopio. Ecco il blog diventare per me un mezzo, uno strumento attraverso cui analizzare principalmente la mia persona, la mia crescita intellettuale e spirituale e nello stesso tempo dare un'occhiata a tutto quello che mi sta intorno.

Blogghite o non blogghite adoro questa forma di comunicazione, perchè anche il blog ne è una forma, esplicita o implicita che sia, è così... io ne prendo atto, questa cosa fa parte ormai della mia vita, non so quanto durerà, ma non è questo adesso il mio problema. Finchè avrò cose da dire, perchè da pormi, problemi da sviscerare... amici da consolare, il mio blog sarà una stanza aperta a chiunque ci vorrà entrare, frugare, contribuire, apprezzare, criticare.... sì, sì sono veramente contenta di questa piccola creatura!

Bloggosamente sempre più elle

26/10/2004

Ancora storie di bambini cattivi!

Nell'aria fervono i preparativi per Hallowen, qui a Bologna questa festa è molto sentita e diversi locali organizzano feste e party di tutti i tipi... nei negozi si possono trovare maschere, zucche, scherzi e altre 1000 scemenze... personalmente sono molto tradizionalista e queste feste importate le sento poco mie... io sono un'affezionata del nostro carnevale... mi è sempre piaciuto, ed ogni anno mi invento una maschera e me la faccio da sola sempre se non ho gli esami... Vedendo tutte le maschere e pensare quindi al carnevale mi ha fatto venire in mente la mia infanzia e per l'esattezza il periodo della scuola elementare... fonte di enormi tormenti per la mia persona. Ho sempre sostenuto la "cattiveria insita" di molti bamibini della fascia d'età relativa alla suddetta fascia scolastica, certo non voglio fare di tutta l'erba un fascio, ma nel mio caso mi sono sempre scontrata con una realtà di teppistelli maleducati e cafoni...

I miei 5 anni alle elementari credo che mai li dimenticherò, anzi rimarrano marchiati a fuoco come rimane alla mucca il tatuaggio dell'allevamento. Li ho vissuti male, sentendomi spesso inadeguata e diversa... ed in effetti lo ero, essere la più piccola di statura non ha mosso in molti un senso di protezione o di dolcezza, ma spesso ha scatenato burle, scherzi e nomignoli di tuti i generi, passando da cartoni animati come -Memole- David GnomA- Juni Peperina-Gigi la trottola e questi erano solo i più carini - ho sempre cercato di essere superiore e di non piangere, ma è difficile voler essere accettata quando sei tu la prima a non accettare questo formato mignon. Ho sempre cercato mille occasioni per dimostrare quello che ero, quanto fossi capace in alcune cose, per affermare me stessa, per essere in un certo qual senso stimata dai miei compagni, per sentirmi apprezzata nelle mie piccole cose, per credere più in me stessa... Occasioni ne ho avute: a volte mi è andata bene, mentre delle altre volte l'effetto è stato disastroso. Un evento in particolare è impresso in me, ne ricordo battute e sguardi se chiudo gli occhi, ed ora che ci ripenso e quando lo racconto rido io e ridono anche gli altri, perchè la comicità del fatto è troppa.

2a elementare - premetto che io venivo da un'altra scuola e quindi i ragazzi presenti nella classe già si conoscevano, quindi appena arrivata mi hanno preso subito di mira, facendomi diventare il capro espiatorio del gruppo- insomma qualche mese prima di carnevale la maestra ci informa che avremmo dovuto preparare una maschera perchè ci sarebbe stata una festa lì a scuola, ma la cosa fondamentale era non rivelare a nessuno la scelta del costume, perchè era una gara e la maschera più originale e bella avrebbe vinto... Nella mia testa subito ho pensato che se avessi vinto io, magari i miei compagni mi avrebbero rispettato di più e visto magari con una punta di ammirazione (lo so pecco sempre di presunzione)... Sono iniziati quindi i preparativi, la maschera era da odalisca, tutta fatta a mano dalla mia nonna... mi ricordo ancora i colori rosa antico e viola, con i veli dorati e rosa... con la cinta fatta con le medagliette e con tutte pietre verdi smeraldo, le stesse applicate al corpetto, le scarpette, i gioelli fatti a forma di serpente, insomma tutto fu studiato nei minimi particolari... La mattina della festa prima di arrivare a scuola ero super eccitata, il trucco... lo zaino con le stelle filanti, coriandoli e trombette... Mi accompagna papà come tutte le mattine e come sempre in ritardo, di corsa, veloce parcheggia distratto la macchina davanti alla scuola, la campanella è già suonata da un pezzo, dentro di me penso che non è poi così male arrivare dopo gli altri, ma entrerò nell'aula e tutti saranno stupiti nel vedere la mia maschera che sono sicura: VINCERA' (altra presunzione)... entro nell'atrio della mia scuola, papà è già ripartito, mi guardo intorno, non c'è nè un festone, nè uno schiamazzo mi giunge dai corridoi, ma un silenzio assordante quasi di chiesa mi accompagna. Inizio a salire le scale per dirigermi ai corridoi superiori per raggiungere la mia classe. Ultimo gradino, tutte la aule sono chiuse, i cappotti come di consuetudine sono appesi fuori, la mia aula è la penultima, sento solo i miei passi e nulla più... arrivo davanti alla porta marrone lucida altissima, la targa bianca con scritto 2B mi rinfresca che sì, quella è l'aula mia. Dallo zaino bianco a cuori rossi, estraggo fiera una trombetta dal ciuffo arancio, e con una mano cerco di prendere da un sacchetto una bella manciata di coriandoli variopinti, facendone cadere alcuni in terra, eccomi lì con la maschera più bella che la mia nonna abbia mai potuto confezionare, senza bussare irrompo suonando la trombetta con tutto il fiato presente nei miei polmoni e SILENZIO, lo stesso presente nell'atrio. La situazione che mi si palesa davanti è agghiacciante, non so come non ho fatto a svenire, 5 minuti per realizzare... e rendermi conto di AVER SBAGLIATO IL GIORNO, l'eccitazione me lo ha fatto anticipare di uno. Eccomi lì immobile come una pera lessa, pietrificata in ogni mio muscolo, lacrime congelate al mio interno, ancora silenzio e si scatena un boato di risa ed insulti di vario genere su quanto sono rincoglionita e stupida; la maestra si alza e mi guarda in un modo tremendo, mi prende il braccio, la mia mano stringe ancora nel pugno la copiosa manciata di coriandoli e mi trascina fuori dall'aula urlando e chiamando la bidella... ed anche lei accorrendo, nel vedermi così conciata, si prende gioco di me... mi porta al bagno per togliermi il vestito e lavarmi alla bell'e meglio il viso truccato di azzurro e di rosa. In quel momento in quello squallido bagno sarei voluta scomparire, come i coriandoli che sono stati portati via dallo sciacquone... Rientro in classe, risa soffocate e schiamazzi ancora fanno da sottofondo, la maestra si avvicina informandomi che non solo sono rimbambita, ma che alla festa del giorno dopo, la mia maschera non avrebbe potuto partecipare alla gara perchè rivelata, e da ultimo mi intima di aprire il libro a una non mi ricordo più che pagina, ed io, con il filo di voce rimastomi dall'ultimo sospiro fatto per dare fiato alla trobetta dal ciuffo arancio, dico: "Maestra io i libri li ho lasciati a casa, nella borsa ho solo i coriandoli e le stelle filanti".... inviperita (pace all'anima sua perchè è passata a miglior vita)... mi prende quasi di peso per un braccio, implorando il mio vicino di banco di farmi vedere la lettura dal suo libro.

Mentre le ore, vi giuro interminabili, trascorrevano, guardavo le espressioni dei miei compagni, solo alcune bimbe hanno accennato un sorriso carico di compassione e di pietà... nel mio cuore solo i più tristi sentimenti di vergogna, tristezza e amarezza, nel mio cervello un solo pensiero "Come dire a mamma e papà che ho capito male il giorno?".... arriva l'una la campanella suona per tutti i corridoi... riprendo il mio zaino, la mia trombetta fa cucu con quel cacchio di ciuffo arancio....ed il vestito è lì dentro tutto ammalloppato. A testa bassa percorro corridoio, scendo le scale... i miei compagni ne dicono di ogni; con il cuore gonfio di tristezza, esco sulla strada, riconosco la macchina di papo, entro e lui mi fa "Allora Ele come è andata la festa hai vinto allora?"..... attesa... attesa... picco, picco sempre più lungo... un sibilo... la mia smorfia che mi porto dietro da 25 anni inconfondibile che testimonia che sto per piangere e respiro, e BUAAAAA BUAAA, sono cianotica, papà mi dice di non prendermela e che nella vita bisogna saper perdere, che non si deve sempre essere i migliori per forza.... tra le convulsioni e i singhiozzi, il naso gocciolante, bofonchio che avevo capito male il giorno e che nessuno dei miei compagni era mascherato e che il mio bel vestito ora è nella borsa pistato ed acciaccato... Non so come ha fatto papà a non riedere, forse gli devo aver fatto davvero pena, oppure si è trattenuto ed è corso in bagno a ridere quando siamo rincasati, questa cosa non la ricordo... mi ricordo che mamma sempre per non smentirsi mi disse: "Infatti a me pareva strano che 'sta festa era di mercoledì e non di giovedì grasso...!!".. ti pareva... Ricordo anche il giorno dopo: ho cercato di fingere di essere malatissima, poi che il vestito non mi piaceva più, poi che il trucco mi pizzicava... sono ridiventata un altro giorno odalisca... sono andata a scuola, anche le altre classi del piano sapevano del giorno prima, è stato un giorno pessimo, tutti ridevano e gareggiavano ed io no...

Una cosa me la ricordo bene mi sono sfondata di ravioli e castagnole e guardandomi in giro mi sono resa conto che veramente la mia maschera era la più bella di tutte, io avrei vinto per davvero, se non fossi stata così fessa da capire cacchio per fischio ... ma alla fine io ho vinto, avevo vinto per me e per me sola... e da quel giorno sono diventata bene o male sorda alle cattiverie di bambini cattivi.

odaliscamente mai più elle

26/10/2004

...che giornata!

La mia giornata è stata parecchio allucinante.. culminata con la bella notizia che la scuola di inglese a cui mi sono iscritta un altr'anno chiuderà... sono un pò sconcertata io avevo basato questa mia scelta sulla professionalità di questa scuola e sulla continuità dell'insegnamento che avrei ricevuto...ops che avessi portato sfiga io? Ora ho sonno, spero domani di poter trovare un pò di tempo per buttare giù 2 righe, e domani mi aspetta un'altra giornata in Sala Borsa...

Dolce notte.. Elle